Il rischio focolai di Covid secondo il virologo Fabrizio Pregliasco

Gtu/Int2

Roma, 17 giu. (askanews) - Mentre il Sars-Cov-2 continua a correre e fare vittime in molti Paesi tra cui Brasile e Usa, anche dove sembrava sopito risorge: 400 lavoratori di un mattatoio di Guetersloh, in Germania occidentale, sono risultati positivi al coronavirus, e la Cina alle prese con un'impennata di casi proprio nella capitale, Pechino. Sotto accusa questa volta il mercato di Xinfadi, e da quel focolaio partita una massiccia campagna di tamponi, la maggior parte dei voli sull'aeroporto di Pechino stata cancellata e le scuole sono state chiuse. Evidentemente il virus non fa cantare vittoria facilmente. E in Italia? "I rischi ci sono e si chiamano focolai", spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Universit di Milano.

"Quello che successo in Germania o in Cina quello che dobbiamo aspettarci anche noi, dei focolai, perch ormai questo l'andamento epidemiologico del virus, diverso dal passato. Prima c' stato un andamento epidemico, poi una coda dell'epidemia, dove il fanalino in Italia la Lombardia. Ma - avverte - il virus ancora presente nella comunit, il virus ancora circola in Italia, e quindi la possibilit di focolai c'".

Ora, evitare il peggio "sta alla responsabilit dei singoli, all'uso della App di tracciamento, all'uso delle procedure che abbiamo imparato di distanziamento sociale, ma anche alla capacit di indagini epidemiologiche sistematiche. La Cina lo sta facendo in modo roboante per anche noi ci stiamo attrezzando per fare il tracciamento dei casi e tenere sotto i controlli i focolai. Come accaduto a Roma con al San Raffaele Pisana. E dovremmo immaginare che la cosa possa ripetersi. Quindi dovremo avere una vigile serenit per convivere con questo rischio, mantenendo alta l'attenzione".

"Le mascherine - aggiunge Pregliasco - vanno usate quando servono anche all'aperto, nelle situazioni in cui c' un assembramento o una distanza personale stretta. Si vedono in giro comportamenti difformi: alcuni troppo libertari, altri ipocondriaci. Come sempre ci vuole buon senso ma anche costanza: i giusti comportamenti devono essere mantenuti nel tempo, non vanno abbandonati".

Perch "l'arma vincente avere continuamente attenzione. Serena, ma attenzione. Se i focolai non li controlliamo diventano un'ondata. Anche adesso, senza aspettare l'autunno-inverno. Dall'altro lato, vero che a settembre il rischio seconda ondata maggiore, perch il virus si nasconde meglio dietro i malanni stagionali e gli sbalzi termici favoriscono la diffusione del Covid19, come tutti i virus respiratori, ma non detto che questa seconda ondata arrivi: non arriver se continuiamo ad avere un livello di attenzione costante". In conclusione la ricetta anti-Covid " una vigile serenit", ma che sia "costante", non illudiamoci che non ci sia bisogno di stare attenti: basta guardare cosa succede dovunque.