Il ritardo nel richiamo del vaccino Pfizer migliora l’immunità

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Birmingham, 14 mag. (askanews) – Mentre in Italia si discute se sia opportuno prolungare l’intervallo di somministrazione da 3 a 5 settimane per il vaccino Pfizer, dal Regno Unito arriva uno studio destinato a sparigliare le carte in tavola. La ricerca condotta dall’Università di Birmingham in collaborazione con Public Health England ha scoperto che gli anticorpi contro il coronavirus sono tre volte e mezzo più alti nei pazienti che hanno ricevuto il richiamo del vaccino di Pfizer/ BioNTech dopo 12 settimane anziché dopo tre.

Il governo britannico all’inizio della campagna vaccinale aveva deciso di ritardare le seconde dosi di vaccini contro il coronavirus per allargare la platea delle persone coperte, una strategia applicata anche sul vaccino più diffuso nel Regno cioé Astrazeneca, per cui studi simili avevano già confermato la maggiore efficacia ritardando il richiamo.

Lo studio su Pfizer diffuso oggi dal quotidiano The Guardian è stato effettuato sugli ultraottantenni, ha dimostrato che l’attesa tra le 11 e le 12 settimane per il richiamo ha prodotto una risposta anticorpale molto più forte.

Ora resta da chiarire quale sia davvero l’intervallo ottimale tra una dose e l’altra.

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