Il ritorno degli anti-euro (di G.A. Falci)

Giuseppe Alberto Falci

Di nuovo contro l’Europa e di nuovo contro i tecnocrati. È questa la strategia di Matteo Salvini per martellare il futuro Governo che si potrebbe materializzare nel giro di poche settimane. Il progetto sta riuscendo dal cassetto della “Bestia”, che è vero, non è mai andata in letargo, ma nelle ultime ore è tornata a ruggire come non mai e sempre in chiave anti Bruxelles. Basta dare un’occhiata al profilo facebook del Capitano e leggere uno degli ultimi post e comprendere il fil rouge della nuova tattica salviniana:  “Conte chiede aiuto alla Merkel per battere Salvini. E alla fine i grillini votano per Ursula Von Der Leyen”.

Già, l’elezione presidente della Commissione Ue ha certificato il “tradimento” dei grillini. E qualcuno osa dire che proprio in quell’occasione iniziò la fine del rapporto fra i gialli e i verdi. Detto questo, qualcosa sta succedendo all’interno della Lega. Da quando l’8 agosto Salvini ha innescato la crisi di governo, si nota da più parti l’attivismo di Alberto Bagnai, l’economista anti Ue che non molto tempo fa discettava di “insostenibilità dell’Euro”. Bagnai è ormai sempre al fianco di Salvini. Lo accompagna ai comizi e gli fornisce report economici basati sullo sforamento del deficit. Per non parlare di Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio e inventore dei Mini-bot, che proprio in queste ore osa dire: “Se non si torna a votare, abbiamo già la strategia. Per noi è win-win”. E sempre Borghi in un’intervista al magazine tedesco Capital torna a evocare l’uscita dalla moneta unica: “L’euro è la valuta sbagliata per l’Italia, uscire dalla moneta unica farebbe bene al nostro Paese. Un’uscita si potrebbe compiere solo se avessi la legittimità democratica per farlo, ad esempio vincendo un’elezione con più del 50 per cento o se fossi costretto a farlo per motivi di sicurezza nazionale”. 

Insomma, dopo aver incentrato i 14 mesi di governo sulla lotta agli...

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