Il ritorno del Covid affonda i mercati e le stime sul Pil

Gianluca Maurizi
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AGI. - Il ritorno del Covid affonda i mercati e le stime sul Pil. I nuovi lockdown, a partire da quello francese e tedesco, hanno trascinato in profondo rosso tutte le Borse mondiali. Una seduta da incubo ha fatto precipitare Milano del 4,06%, Francoforte del 4,17% e Parigi del 3,37%. I listini del vecchio continente hanno bruciato in un solo giorno 230 miliardi di euro di capitalizzazione, la sola piazza italiana ha visto evaporare 17,6 miliardi. E meglio non è andata a Wall Street, dove il Dow Jones ha ceduto il 3,43%, lo S&P 500 il 3,54% e il Nasdaq il 3,73%. 

Vacillano le speranze di ripresa

Ma non sono soltanto i mercati finanziari a tremare. A vacillare sono anche le speranze di ripresa. Le nuove chiusure rischiano di rinviare 'sine die' il rimbalzo delle economie. E quella italiana non farebbe eccezione. Il governo, nella Nadef, ha previsto un calo del Pil del 9% quest'anno e un recupero del 6% il prossimo, ma la nuova ondata di contagi potrebbe spazzare via tutti i numeri. La stessa Banca d'Italia, d'altronde, aveva già disegnato nei mesi scorsi un doppio scenario: uno di base, che stimava la contrazione del prodotto 2020 al 9,5%, e uno più pessimistico, caratterizzato da un nuovo boom di contagi. In questo secondo caso, ha spiegato Fabrizio Balassone, capo del Servizio struttura economica di via Nazionale, il crollo potrebbe arrivare al 13%. 

I lockdown di Germania e Francia

E poco conta che il governo stia cercando di evitare a tutti i costi un nuovo lockdown totale, con i suoi effetti disastrosi sulla congiuntura, oltre che sulla tenuta psicologica degli italiani. Se chiudono Germania e Francia, rispettivamente primo e secondo partner commerciale della nostra economia, il danno è inevitabile. Tanto per dare un'idea, l'anno scorso, le nostre aziende hanno esportato merci per 58,113 miliardi di euro verso Berlino e per 49,824 miliardi in direzione Parigi. All'orizzonte, nel vecchio continente, c'è lo spettro di una ripresa a forma di W e, necessariamente, i Paesi dovranno continuare a indebitarsi per farvi fronte.

Stime già obsolete

"Le stime di cui disponiamo", ha osservato l'ex ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, "sono già obsolete" e "il disaccoppiamento tra economia reale ed economia finanziaria", ha aggiunto, "non potrà durare all'infinito". Oggi le Borse hanno mostrato di averne preso coscienza. E pure Donald Trump lo sa benissimo. Anche per questo ha impostato tutta la sua campagna elettorale sparando a zero contro l'ipotesi di un nuovo lockdown. L'inquilino della Casa Bianca sa benissimo che l'ultima cosa che può permettersi, nella sua rincorsa a un secondo mandato, è un nuovo crollo del Pil e un'ulteriore ondata di licenziamenti. Perché, in definitiva, a restare sempre valido è l'immortale slogan inventato da James Carville per la campagna presidenziale di Bill Clinton nel 1992: "E' l'economia, stupido".