Il robot che ha imparato a camminare da solo, senza essere programmato

Il robot che imparato da solo a camminare (foto: University of Southern Carolina)

L’essere umano è così diventato molto bravo a programmare e a usare la tecnologia; talmente tanto da permettere ai robot costruiti dall’uomo di imparare da soli a fare cose totalmente non programmate.

L’ultimo caso è un prodotto messo a punto dai ricercatori dell’Università della Carolina del Sud, in grado di progettare un algoritmo che ha permesso al loro robot di imparare a camminare pur non essendo stato programmato a tale scopo. L’intelligenza artificiale alla base di questo robot è ispirata alla biologia di tutti i giorni, e proprio come gli animali che imparano a camminare poco tempo dopo la nascita, così ha fatto il robot dopo la sua attivazione.

Il tempo che ci ha messo per imparare a camminare è davvero poco, ed è straordinario quanto preoccupante: solo cinque minuti dopo aver cominciato a giocherellare con le sue estremità metalliche. L’esperienza di gioco ha portato il robot a camminare e a registrare i primi passi, in modo da non commettere errori in seguito.

Durante quei cinque minuti di gioco, il sistema interno all’Intelligenza Artificiale ha mandato dei comandi random, e attraverso le reazioni meccaniche e i cambiamenti di spazio, il robot ha variato il proprio comportamento correggendo gli errori. Questo sistema è una novità per il mondo della programmazione dell’intelligenza artificiale, e semplificherà molto la vita a chi lavora e lavorerà nel settore, in quanto i robot riusciranno a costruire la loro mappa ‘ossea’.

Applicandolo a diversi robot, è finita che ognuno si è fatto la sua personalità, attraverso diverse camminate. C’è quello col passo lungo, quello che cammina un po’ storto e via dicendo. Le conseguenze di questa scoperta potrebbero essere notevoli: si potrebbe costruire uno zoo robotico con gli animali-robot in grado di comportarsi esattamente come farebbero gli animali veri; oppure, per chi ha la mania del catastrofismo, potrebbero imparare velocemente a fare cose di cui pentirci. In ogni caso, per la robotica è un altro grande passo.

Lo studio relativo a questo esperimento è stato pubblicato sulla rivista Nature Machine Intelligence.

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