Il ruolo delle 'comunità energetiche' in Lombardia nello sviluppo delle rinnovabili

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AGI - Le comunità energetiche alla base di un forte sviluppo delle energie rinnovabili. I nuovi enti giuridici, la cui costituzione la Lombardia ha approvato con una legge regionale, possono contribuire ad aumentare le energie rinnovabili fino al 30%, dando un contributo decisivo per il raggiungimento degli obiettivi energetici in vista del 2030 e per ridurre la dipendenza di gas dalla Russia.

Le comunità energetiche, in sostanza, prevedono la produzione di energia elettrica in impianti sostenibili e in un territorio circoscritto di 15 mila abitanti, consentendo poi ai cittadini e alle imprese di scambiarla tra di loro nella logica del risparmio e dell'abbattimento degli sprechi.

Intervistato dall'AGI, l'assessore lombardo all'Ambiente e clima, Raffaele Cattaneo, ha sottolineato: "Da uno studio del Politecnico si stima che in Lombardia possano nascere nei prossimi anni da 3 a 6 mila comunità energetiche e che queste consentiranno di contribuire, fino al 30%, all'incremento previsto della produzione di fonti rinnovabili. Il risparmio energetico rappresenta un tassello in un percorso di cambiamento che dobbiamo fare in questo decennio e completare nei prossimi tre decenni e che, per rilevanza, è paragonabile solo alla rivoluzione industriale".

Gli investimenti sulle comunità energetiche sono due: quello nazionale, contenuto nel Pnrr, che prevede 2,5 miliardi per piccoli comuni sotto i 5 mila abitanti; e quello regionale, che prevede 22 milioni di euro a fondo perduto per tutti i comuni (più eventuali altre misure aggiuntive). Secondo le stime, in Lombardia verrà generato un incremento di potenza fotovoltaica installata compreso tra 600 e 1.300 megawatt, ma ogni comunità può installare fino a un massimo di un megawatt e quindi la potenza generata può teoricamente arrivare fino a 6 mila MW.

"La Regione Lombardia – continua Cattaneo - grazie alla nuova legge investe sulle comunità energetiche come uno dei pilastri della transizione verso la produzione di energia da fonti rinnovabili e da autoconsumo. Rappresentano infatti un'iniziativa dal basso che guarda alla tutela dell'ambiente e della riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti”.

Infatti “il Piano Regionale Energia Ambiente e clima in Lombardia prevede entro il 2030: la riduzione di un terzo dei consumi energetici e, contemporaneamente, il raddoppio della produzione di energia da fonti rinnovabili".

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