Il sì alla Tav da parte di Conte è il segnale che la Lega aspettava

giovanni lamberti
È uno dei segnali che la Lega attendeva. Ovvero il sì del governo all'Alta velocità Torino-Lione. Il partito di via Bellerio conosceva l'orientamento del presidente del Consiglio già da venerdì ma il video in cui il premier Giuseppe Conte dà di fatto il via libera alla realizzazione del Tav è considerato un messaggio importante."La Tav - ha chiosato Salvini - si farà, come giusto e come sempre chiesto dalla Lega. Peccato per il tempo perso, adesso di corsa a sbloccare tutti gli altri cantieri fermi". Eppure anche questa mattina tra i 'big' della Lega serpeggiava nervosismo. Una settimana di tempo, tutto è ancora possibile: era stato lapidario il 'messaggio' che Salvini aveva consegnato ai suoi.Sia a Palazzo Chigi che in Parlamento non si avverte più aria di crisi, o perlomeno la tensione rispetto a giovedì scorso - quando il vicepremier leghista da Helsinki sancì pubblicamente "la rottura dei rapporti personali" con Di Maio - si è abbassata. Il ricorso alla fiducia alla Camera sul dl sicurezza - decisione che era già stata presa tempo fa - è la conferma che sul provvedimento in discussione a Montecitorio non ci sono più fibrillazioni.Ma questo non vuol dire - sottolineavano in mattinata fonti parlamentari del Carroccio - che il clima si sia rasserenato. Anzi Giorgetti ha spiegato a più di un interlocutore che si porterà a casa il dl sicurezza prima alla Camera e in seguito al Senato e poi si giocherà la carta di far saltare tutto. Stando ai resoconti che girano nel partito di via Bellerio la deadline è quella della prima settimana di agosto. Salvini con i fedelissimi non si è sbilanciato. Ma la tesi dei suoi è sempre la stessa: o riusciamo ad esercitare il potere, portando avanti le cose da fare e le riforme, oppure dobbiamo trovare un'altra strada. "O c'è un tavolo sull'autonomia oppure non senso continuare", il 'refrain' dei governatori.Salvini sta quindi valutando se ci sono le condizioni per andare avanti. Ma la crisi non è superata, il messaggio spedito ai colonnelli anche ieri sera. Però la novità sulla Torino-Lione è destinata a cambiare le carte sul tavolo. Ci sono altre opere da sbloccare, c'è da trovare l'accordo sulla riforma fiscale ("Stiamo lavorando alla manovra, anche questa mattina c'è stata una riunione", ha detto il vice ministro Garavaglia), sulla riforma della giustizia (non c'è ancora accordo tra M5s e Lega) ma il via libera alla Tav può essere uno snodo importante per siglare la tregua.La posizione della Lega ('tenetevi pronti a tutto', aveva spiegato Salvini) dovrebbe quindi ammorbidirsi. La questione russaUn altro passaggio importante ci sarà domani quando il premier Conte riferirà sulla vicenda 'Savoini': la Lega ritiene, spiega un 'big', che dietro il caso dei presunti finanziamenti russi al partito, ci possano essere i Servizi. "E la delega ce l'ha Conte. È tutta una trappola", azzarda la stessa fonte. Ma il premier con il video sulla Tav ha sminato il terreno e la tempistica decisa non è un fattore da considerare secondario.Al di là dell''affaire Metropol' ad accendere gli animi nella maggioranza è stato il vertice sull'autonomia della scorsa settimana. E non solo perché si è deciso di accantonare l'articolo 12. La rivendicazione della vittoria M5s e le parole di Conte sui governatori hanno alzato ancor più la tensione, viene rimarcato. Cosa succederà oraIl ministro degli Affari regionali, Stefani, ha lamentato oggi la mancata convocazione di un tavolo tecnico ma un esponente di governo della Lega sottolinea che con il Mef c'è l'accordo sulla questione della ripartizione delle risorse, "non ci deve essere alcun fondo di perequazione", la tesi. La base leghista insomma vorrebbe andare all'incasso, consapevole del dato dei sondaggi sui consensi.Ma la strada delle elezioni anticipate è lastricata da innumerevoli incognite: non solo c'è la possibilità di un altro governo ("Ma sarebbe perfetto per noi andare all'opposizione con un altro esecutivo", la riflessione di un deputato che punta a strappare con i Cinque stelle) anche se la convinzione è che non sia possibile la formazione di un'altra maggioranza, ma anche il percorso individuato dal governo con la Ue per evitare la procedura di infrazione sarebbe in pericolo.Il segnale arrivato sulla Torino-Lione è però considerato un passo avanti. In ogni caso Salvini aveva spiegato che la commissione di inchiesta sui fatti di Bibbiano vedrà la luce ad inizio d'agosto. "Questo significa che non ci pensa a rompere", osserva un deputato. Domani si cercherà di accelerare in Commissione Giustizia al Senato. E Pillon intende accelerare anche sul tema degli affidi, "altro che settembre, già c'è pronto un testo unificato sul quale hanno lavorato anche i magistrati, non solo M5s", osserva il senatore leghista. Domani si guarderanno i numeri della maggioranza sul dl sicurezza bis e poi quelli di palazzo Madama che sono più ballerini. "Ma è chiaro - sottolinea un esponente della Lega - che il sì alla Tav potrebbe cambiare le cose".

È uno dei segnali che la Lega attendeva. Ovvero il sì del governo all'Alta velocità Torino-Lione. Il partito di via Bellerio conosceva l'orientamento del presidente del Consiglio già da venerdì ma il video in cui il premier Giuseppe Conte dà di fatto il via libera alla realizzazione del Tav è considerato un messaggio importante.

"La Tav - ha chiosato Salvini - si farà, come giusto e come sempre chiesto dalla Lega. Peccato per il tempo perso, adesso di corsa a sbloccare tutti gli altri cantieri fermi". Eppure anche questa mattina tra i 'big' della Lega serpeggiava nervosismo. Una settimana di tempo, tutto è ancora possibile: era stato lapidario il 'messaggio' che Salvini aveva consegnato ai suoi.

Sia a Palazzo Chigi che in Parlamento non si avverte più aria di crisi, o perlomeno la tensione rispetto a giovedì scorso - quando il vicepremier leghista da Helsinki sancì pubblicamente "la rottura dei rapporti personali" con Di Maio - si è abbassata. Il ricorso alla fiducia alla Camera sul dl sicurezza - decisione che era già stata presa tempo fa - è la conferma che sul provvedimento in discussione a Montecitorio non ci sono più fibrillazioni.

Ma questo non vuol dire - sottolineavano in mattinata fonti parlamentari del Carroccio - che il clima si sia rasserenato. Anzi Giorgetti ha spiegato a più di un interlocutore che si porterà a casa il dl sicurezza prima alla Camera e in seguito al Senato e poi si giocherà la carta di far saltare tutto. Stando ai resoconti che girano nel partito di via Bellerio la deadline è quella della prima settimana di agosto. Salvini con i fedelissimi non si è sbilanciato. Ma la tesi dei suoi è sempre la stessa: o riusciamo ad esercitare il potere, portando avanti le cose da fare e le riforme, oppure dobbiamo trovare un'altra strada. "O c'è un tavolo sull'autonomia oppure non senso continuare", il 'refrain' dei governatori.

Salvini sta quindi valutando se ci sono le condizioni per andare avanti. Ma la crisi non è superata, il messaggio spedito ai colonnelli anche ieri sera. Però la novità sulla Torino-Lione è destinata a cambiare le carte sul tavolo. Ci sono altre opere da sbloccare, c'è da trovare l'accordo sulla riforma fiscale ("Stiamo lavorando alla manovra, anche questa mattina c'è stata una riunione", ha detto il vice ministro Garavaglia), sulla riforma della giustizia (non c'è ancora accordo tra M5s e Lega) ma il via libera alla Tav può essere uno snodo importante per siglare la tregua.

La posizione della Lega ('tenetevi pronti a tutto', aveva spiegato Salvini) dovrebbe quindi ammorbidirsi.

La questione russa

Un altro passaggio importante ci sarà domani quando il premier Conte riferirà sulla vicenda 'Savoini': la Lega ritiene, spiega un 'big', che dietro il caso dei presunti finanziamenti russi al partito, ci possano essere i Servizi. "E la delega ce l'ha Conte. È tutta una trappola", azzarda la stessa fonte. Ma il premier con il video sulla Tav ha sminato il terreno e la tempistica decisa non è un fattore da considerare secondario.

Al di là dell''affaire Metropol' ad accendere gli animi nella maggioranza è stato il vertice sull'autonomia della scorsa settimana. E non solo perché si è deciso di accantonare l'articolo 12. La rivendicazione della vittoria M5s e le parole di Conte sui governatori hanno alzato ancor più la tensione, viene rimarcato.

Cosa succederà ora

Il ministro degli Affari regionali, Stefani, ha lamentato oggi la mancata convocazione di un tavolo tecnico ma un esponente di governo della Lega sottolinea che con il Mef c'è l'accordo sulla questione della ripartizione delle risorse, "non ci deve essere alcun fondo di perequazione", la tesi. La base leghista insomma vorrebbe andare all'incasso, consapevole del dato dei sondaggi sui consensi.

Ma la strada delle elezioni anticipate è lastricata da innumerevoli incognite: non solo c'è la possibilità di un altro governo ("Ma sarebbe perfetto per noi andare all'opposizione con un altro esecutivo", la riflessione di un deputato che punta a strappare con i Cinque stelle) anche se la convinzione è che non sia possibile la formazione di un'altra maggioranza, ma anche il percorso individuato dal governo con la Ue per evitare la procedura di infrazione sarebbe in pericolo.

Il segnale arrivato sulla Torino-Lione è però considerato un passo avanti. In ogni caso Salvini aveva spiegato che la commissione di inchiesta sui fatti di Bibbiano vedrà la luce ad inizio d'agosto. "Questo significa che non ci pensa a rompere", osserva un deputato. Domani si cercherà di accelerare in Commissione Giustizia al Senato. E Pillon intende accelerare anche sul tema degli affidi, "altro che settembre, già c'è pronto un testo unificato sul quale hanno lavorato anche i magistrati, non solo M5s", osserva il senatore leghista. Domani si guarderanno i numeri della maggioranza sul dl sicurezza bis e poi quelli di palazzo Madama che sono più ballerini. "Ma è chiaro - sottolinea un esponente della Lega - che il sì alla Tav potrebbe cambiare le cose".