Il Salone di Torino invita Altaforte. Ma era un'email automatica

Altaforte Edizioni, casa editrice vicina a CasaPound, annuncia di essere stata invitata al Salone del Libro di Torino, dal quale era stata esclusa, tra forti polemiche, lo scorso anno. Gli organizzatori hanno però spiegato che si trattava di una comunicazione inviata in automatico.

"Caro editore ti abbiamo riservato uno spazio speciale al salone internazionale SalTo Nuovi Editori", si legge nella mail ricevuta da Altaforte e pubblicata sul 'Primato Nazionale', la testata di CasaPound. "Ogni editore per noi è importante, con il suo lavoro arricchisce la varietà dei titoli, garantendo bibliodiversità, e aiuta a preservare la pluralità e diffusione delle idee", recita ancora l'invito.

Il Salone del Libro di Torino , nella nota spiega però che "visto il pregresso avvenuto nel 2019" non intende sottoscrivere alcun contratto con Altaforte e che l'invito di cui sopra è "una comunicazione commerciale automatizzata, partita dall'AIE, Associazione Italiani Editori, per un'iniziativa congiunta, destinata a un database contenente i contatti di tutti coloro che hanno richiesto un codice ISBN negli ultimi due anni".

"Tra questi - si dice ancora nella nota del Salone - eèstata indirizzata anche alla casa editrice SCA2080 srl con sede a Roma, che a quanto pare, risulta collegata al marchio Altaforte. Il Salone del Libro ribadisce che i contratti sono da perfezionare per volontà delle due parti e, visto il pregresso avvenuto nel 2019, non intende sottoscrivere alcun contratto con le suddette società".

Lo scorso anno il Salone del Libro decise di rescindere il contratto con Altaforte, negandole lo spazio precedentemente assegnato, su richiesta del Comune di Torino e della Regione Piemonte. Il sindaco, Chiara Appendino, e il governatore, Sergio Chiamparino, avevano inoltre presentato un esposto in Procura denunciando per apologia del fascismo il titolare della casa editrice, Francesco Polacchi, in seguito ad alcune sue esplicite dichiarazioni a proposito della sua fede politica. Ad aumentare l'eco della polemica fu inoltre il contenuto del principale titolo presentato lo scorso anno da Altaforte, un libro intervista a Matteo Salvini curato da Chiara Giannini.

Prima della smentita, in una dichiarazione al 'Primato Nazionale', Polacchi affermava di aver accolto l'invito come un gesto distensivo "nei confronti di un mondo culturale che non merita di essere censurato" ma ha avvertito che "la causa di risarcimento per il danno di immagine subito l'anno scorso andrà avanti".