Il SalviMaio spiegato con Fukuyama. Ovvero il senso di dignità non si nutre di zero virgola

Nicola Mirenzi

Probabilmente, né Luigi Di Maio né Matteo Salvini leggono La fenomenologia dello spirito di Hegel prima di andare a letto la sera. Eppure, il consenso ben oltre il cinquanta per cento di cui continua a godere il loro governo, anche dopo l'approvazione di una manovra economica che – secondo molti osservatori – minaccia la tenuta del bilancio italiano, ha molto a che fare con l'opera più importante del filosofo tedesco. L'ultimo libro di Francis Fukuyama, da poco uscito negli stati Uniti (Identity: contemporary identity politics and the struggle for recognition), può servire a raccontare il perché di un'affermazione così spregiudicata.

Il politologo che aveva profetizzato "la fine della storia" ammette che la storia non è affatto finita, come dimostrano la Brexit, l'ascesa di Donald Trump, l'applaudito illiberalismo di Putin in Russia e di Erdogan in Turchia. Senza giudicare con le categorie del bene e del male, Fukuyama attribuisce al fenomeno populista (qualsiasi cosa significhi questo concetto ormai piuttosto indefinito) la capacità di interpretare un bisogno di riconoscimento di ampie fasce della società. Un bisogno che costituisce – secondo Hegel, appunto – il vero motore della storia.

Nessuno potrebbe certo sostenere che le regole di bilancio dell'Unione Europea, con le quali la manovra del governo italiano sarà giudicata, siano procedure economicamente ingiustificate. Per alcuni, sono le uniche in grado di tenere insieme gli stati che compongono l'Europa. Allo stesso modo, anche le oscillazioni dello spread seguono una logica economica precisa. Tuttavia, entrambe hanno un limite. Quello di essere costruite sulla base delle "moderne teorie economiche". Tutte incentrate – scrive Fukuyama – "intorno all'assunto che gli esseri umani sono individui razionali che desiderano massimizzare i propri profitti". C'è un motivo se la minaccia del baratro finanziario, agitata in questi giorni per l'Italia, a un certo punto non spaventa più. Ed è...

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