Il sangue, un dono salvavita anche nell'emergenza Covid

webinfo@adnkronos.com
·1 minuto per la lettura

Il sangue, un dono salvavita. A maggior ragione nell'emergenza covid, con gli ospedali e il personale medico in prima linea per affrontare la seconda ondata. Il Centro Nazionale Sangue ha più volte ribadito il ruolo fondamentale di donatori volontari e non remunerati per il loro "dono salvavita". Un gesto vitale, un atto fondamentale celebrato da sempre dalla cultura e dall'arte. Tutto sintetizzato, ad esempio, da un particolare della Madonna della Vittoria di Andrea Mantegna, esposta al Louvre. Il corallo che pende dall'alto richiama la simbologia della croce ed è la trasposizione del sangue che Gesù versa per la salvezza del mondo.

Nel 2020 i dati, meglio di qualsiasi parola, illustrano la complessità del quadro e l'importanza della donazione. Secondo le cifre diffuse, i donatori di sangue sono stati 1.683.470, stabili rispetto al 2018. I nuovi donatori sono poco più di 362mila, in calo del 2,3%. Il 92% del totale è rappresentato da donatori iscritti alle associazioni di volontari. Le donne sono 538.386 (il 32%).

Il contributo non è venuto meno neanche durante l’emergenza causata dalla diffusione pandemica del Covid-19. Anzi, la crisi ha spinto tante persone ad avvicinarsi "alla cultura del dono", come sottolinea il Centro Nazionale Sangue.