Il sarcofago di Chernobyl rischia il collasso

[Getty].

Complice il clamoroso successo della serie tv firmata HBO, ormai tutti conoscono Chernobyl, cioè il luogo in cui il 26 aprile 1986 il nucleo di un reattore nucleare nell’impianto cittadino (in Ucraina, allora Unione Sovietica) esplose nel corso di un normale test di sicurezza, inviando materiale radioattivo nell’aria. Grazie anche ai successivi incendi, la nube tossica ha contaminato una considerevole area dell’Europa, diventando così il più grave incidente nucleare della storia dell’umanità.

Meno di due mesi dopo il disastro, circa 600 mila addetti furono chiamati a costruire il cosiddetto “sarcofago”, cioè una copertura massiccia del reattore destinata a bloccare materiali radioattivi come corio, uranio e plutonio. Il processo ha esposto i lavoratori a livelli di radiazioni decisamente alti: almeno 31 persone sono morte per malattia acuta ad esse conseguente.

Il sarcofago era costituito da 400 mila metri cubi di cemento e circa 7.260 tonnellate di acciaio. Il poco tempo a disposizione, tuttavia, fece sì che i lavoratori non riuscirono a sigillare le articolazioni dell’edificio, lasciando anche falle nei soffitti che hanno permesso all’acqua di passare e corrodere la struttura. Ecco perché ora il sarcofago deve essere smantellato, prima che si schianti al suolo.

La società ucraina che gestisce l’impianto (SSE Chernobyl NPP) ha emesso una dichiarazione secondo la quale valutazioni di esperti hanno rilevato l’“altissima” probabilità di collasso. Di fatto, solo la forza di gravità ha tenuto struttura legata ai propri blocchi di supporto. Le operazioni, approvate da contratto, dovranno far sì che il sarcofago sia smantellato entro il 2023, in contemporanea alla ricostruzione della copertura: gli operai, infatti, dovranno rinforzarla man mano che le sue parti vengono smontate con l’aiuto di gru robotizzate. I pezzi saranno puliti e poi smaltiti o, se possibile, riciclati.

“La rimozione di ogni elemento aumenterà il rischio di crollo delle pensiline che a sua volta causerà il rilascio di grandi quantità di materiali radioattivi”, ha aggiunto la società. Tuttavia, le radiazioni stesse saranno contenute dal guscio di 32 mila tonnellate ultimato nel 2016 intorno alla centrale: ciò conterrà ogni dispersione di materiale nell’atmosfera.