Il sedicente capo dei portuali di Trieste sconfessa se stesso e prova la via del Parlamento

Stefano Puzzer
Stefano Puzzer

Stefano Puzzer scende in campo, è candidato con Italexit di Gianluigi Paragone e il sedicente capo dei portuali di Trieste impegnato nella lotta contro il Green Pass nei giorni bui del Covid sconfessa se stesso e prova la via della politica attiva. Perché sconfessa se stesso? Perché come fa notare il Corriere della Sera ad una giornalista del Piccolo di Trieste che gli chiedeva lumi sul tema della politica attiva Puzzer aveva risposto così: “Assolutamente no”.

Stefano Puzzer candidato con Italexit

“Guarda, ve lo posso firmare col sangue. Mi regalate una pagina, una mezza pagina del Piccolo, prendo il mio ditino, lo pungiamo e vi firmo col sangue che io alle elezioni non andrò mai!”. Oggi le cose sono cambiate e Puzzer ha scelto la formazione di Gianluigi Paragone, che annovera nel suo campionario di candidati anche la poliziotta No Green pass Nunzia Schillirò.

“Sono cambiate molte cose”

E Puzzer, cosa ha detto riguardo alla sua “retromarcia”? “Non mi scuso e non mi pento perché quando uno è sincero non deve scusarsi o pentirsi. Non rinnego quelle parole perché quando le ho dette le pensavo per davvero. Solo che dopo sono cambiate molte cose: il movimento antagonista si è diviso, dovevamo portare la protesta a Roma e molti non hanno voluto”. E in chiosa: “Una serie di cose, insomma, che mi hanno convinto della necessità di metterci la faccia candidandomi alle elezioni”.

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