Il segnale forte che arriva dal salone dell'auto di Francoforte

In queste ore all'interno della fiera di Francoforte va in scena il Salone dell'auto, evento dimezzato da assenze e ridimensionamenti ma appuntamento importante per avere indicazioni sul futuro del settore. Il messaggio che arriva dalla Germania è piuttosto chiaro: avanti con l'elettrificazione dell'auto. Completa o solo parziale fa poca differenza: batterie e motori elettrici sono (e saranno) protagonisti.

Il manifesto si può considerare la nuova Volkswagen ID.3, primo modello a zero emissioni di una grande famiglia che verrà e nelle promesse (e speranze) del gruppo tedesco dovrà garantire volumi milionari. La ID.3 è solo uno delle vetture a batteria che qui a Francoforte hanno invaso i padiglioni e non solo. La lista è lunga: i concept EQS di Mercedes, AI:Trail di Audi, Tavascan di Cupra e 45 di Hyundai. Oltre ai modelli di serie: dalla rinnovata Volkswagen e-up alla Porsche Taycan, passando per Opel Corsa-e, Honda e, fino ad arrivare alla prima Lamborghini ibrida, la Sian.

Gli annunci hanno fatto il resto: “Ci aspettiamo che in Europa oltre la metà delle nostre auto vendute nel 2022 sarà elettrificata”, le parole diStuart Rowley, presidente di Ford Europe. “In due anni venderemo più di un milione di vetture a batteria e nel 2022 lanceremo anche una flotta di veicoli ad idrogeno con fuel cell”, ha invece dichiarato Oliver Zipse numero uno del gruppo Bmw. Solo per citarne alcuni.

È però sufficiente uscire dalle porte girevoli della fiera perché l'immagine del mondo disegnata all'interno, cambi rapidamente. Il rallentamento dell'economia tedesca è preoccupante (per tutti) e un sondaggio disegna ben altra realtà: i tedeschi non amano l'auto elettrica. E non la comprano. Secondo i numeri di un'indagine dell'azienda energetica Eon, appena il 16% di chi vive in Germania acquisterebbe una vettura a sole batterie. E i risultati si vedono dalle immatricolazioni: ogni mese si vendono da queste parti circa 5 mila elettriche su oltre 330  mila complessive e il “vecchio” diesel vale ancora il 30% del mercato. In Italia per la cronaca non va meglio. Anzi: sono solo 500 le elettriche vendute al mese.

Numeri che di certo non faranno felice il gruppo Volkswagen che ha deciso di investire fino al 2023 qualcosa come 30 miliardi di euro sull'elettrificazione della sua gamma. Le colonnine da queste parti sono 17.400: tante ma decisamente poche in un Paese dove circolano qualcosa come 47 milioni di auto. I prezzi poi non aiutano: la stessa ID.3 definita come “accessibile” ha un prezzo di partenza che si avvicina a 30 mila euro.

La sintesi è di Ola Kallenius, a capo del gruppo Daimler: “Anche se abbiamo i giusti modelli elettrici in gamma, non sappiamo cosa sceglieranno davvero i clienti. Il prossimo anno e il 2021 saranno fondamentali per capire il futuro reale del settore”.

La richiesta che arriva da Francoforte è evidente: c'è bisogno di indirizzare la domanda  - leggi incentivi - verso soluzioni più sostenibili che l'industria inizia ad offrire. I governi e le amministrazioni locali devono fare la loro parte: secondo l'Acea, l'associazione europea dei costruttori, per stimolare la diffusione delle auto elettriche ci sarebbe bisogno di poter contare nel 2030 su almeno 2,8 milioni di punti di ricarica. Oggi sono 145 mila. Pochi. Troppo pochi. Il rischio è che sogni e parole restino chiusi dietro il cancello della fiera di Francoforte.