Il Senato Usa impone alla Nasa un secondo Human Landing lunare

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Image from askanews web site
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Milano, 22 ott. (askanews) - Il Senato degli Stati Uniti avrebbe imposto alla Nasa di selezionare anche un'altra società per lo sviluppo di un secondo lander lunare con equipaggio, pur concedendo solo un piccolo aumento dei finanziamenti a copertura dei costi.

Ne dà notizia Global Science, la newsletter dell'Asi, in un articolo a firma di Francesco Rea.

La Commissione per gli stanziamenti del Senato - scrive - ha pubblicato il 18 ottobre le bozze delle sue indicazioni relative a nove disegni di legge, tra cui quello relativo al settore scientifico che riguarda direttamente la Nasa, respingendo le affermazioni dell'agenzia spaziale statunitense di non essere in grado di sostenere due progetti indipendenti per lo Human Landing System (HLS). L'agenzia, infatti, avrebbe previsto un fabbisogno di quasi 4,4 miliardi di dollari per il programma nell'anno fiscale 2022, ma ne ha richiesti solo 1,195 miliardi di dollari.

"Data tale richiesta - si legge nel rapporto - la retorica della Nasa di incolpare il Congresso e questo Comitato per la mancanza di risorse necessarie per supportare due squadre HLS suona vuota".

La Commissione ha aumentato i finanziamenti per HLS di 100 milioni di dollari, portando il finanziamento a 1.295 miliardi di dollari, affermando che, grazie a questo finanziamento, "la Nasa dovrebbe garantire ridondanza e concorrenza, incluso un solido supporto per ricerca, sviluppo, test e valutazione per non meno di due team HLS".

Il rapporto impegnerebbe la Nasa a consegnare un piano al Congresso entro 30 giorni dall'entrata in vigore del disegno di legge su come sosterrà due team HLS, comprese le proiezioni di budget per il programma per gli anni fiscali dal 2023 al 2026. "La Nasa - si legge - dovrebbe richiedere tali risorse nei bilanci dell'anno futuro".

La decisione originale della Nasa di concedere questo contratto per costruire e sviluppare un lander lunare, o Human Landing System (HLS), solo a SpaceX è stata accolta con le forti proteste delle altre due società in corsa all'epoca: Blue Origin e Dynetics (nel cui progetto è coinvolta anche l'italiana Thales Alenia Space). Contro la decisione, infatti, hanno presentato proteste formali cercando di far riconsiderare l'agenzia e di aggiungere una seconda società.

Il fondatore di Blue Origin, Jeff Bezos ha persino scritto una lettera aperta all'amministratore della Nasa Bill Nelson per richiedere un contratto, offrendo di coprire fino a 2 miliardi di dollari del costo. Ciò non ha funzionato e la società ha intentato una causa federale contro la Nasa per la loro decisione, una scelta legale che ha temporaneamente sospeso lo sviluppo di HLS.

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