Il senatore Luigi Di Marzio lascia M5s e passa al gruppo ... -2-

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Roma, 16 gen. (askanews) - "Chi parla - ha detto Di Marzio prendendo la parola davanti all'assemblea - solo per disciplina ha contribuito con il proprio voto alla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari pur condividendo non solo le perplessità manifestate da studiosi della materia ma anche le critiche di quanti hanno argomentato che un risparmio avrebbe potuto ottenersi con una procedura più snella e senza dover incidere sul dettato costituzionale operando cioè una semplice decurtazione degli emolumenti ma mantenendone invariato il numero".

"Sarebbe stata scongiurata - ha proseguito - ogni conseguente diatriba circa il vulnus arrecato a equilibri sanciti dalla costituzione e si sarebbe non soltanto realizzato l'obiettivo di contrasto strutturale agli asseriti privilegi della casta, storica battaglia M5s, ma si sarebbe anche posto fine alle polemiche sulle restituzioni effettuate dai portavoce M5s che del tutto casualmente nelle ultime settimane hanno visto anche me infondatamente additato, contrariamente al vero, quale responsabile di non avere effettuato alcun versamento da oltre un anno".

"In qualità di senatore che reputa il dovere di rapresentanza dell'intera nazione, non soltanto di una parte politica - ha sottolineato Di Marzio - ho ritenuto che non mi fosse consentito sottrarmi per viltà e quieto vivere all'obbligo di lasciare la parola definitiva ai cittadini elettori affinché ad essi fosse riconosciuto il diritto di partecipare a una scelta di rilevanza tale che, se non vagliata con la più ampia ponderazione possibile, graverebbe su chi si fosse arrogato la potestà di decidere sull'intera collettività mentre dichiarava di essere mero portavoce di essa".

"L'antinomia degli obiettivi attuali rispetto a quelli perseguiti da altri, in anni non troppo lontani, pur apparendo indubitabile - ha concluso - non è tuttavia sufficiente ad esorcizzare del tutto il timore che ciò che sta accadendo possa favorire i disegni di chi progetti non dissimili abbia già propugnato in passato nell'ambito di oscuri piani di rinascita democratica ovvero di trasformazione in senso presidenziale dell'assetto istituzionale".