Il settore dell'auto si ferma (quasi tutto) di fronte all'emergenza

Il settore automotive si ferma di fronte al coronavirus. Le case automobilistiche hanno deciso sospensioni a raffica dell'attività e riduzioni di produzione. Fca e Maserati si fermeranno fino al 27 marzo: in Italia chiudono Melfi, Pomigliano, Cassino, le carrozzerie di Mirafiori, Grugliasco e Modena; all'estero le fabbriche di Kragujevac in Serbia e Yychy in Polonia. Produzione bloccata anche alla Ferrari di Maranello e Modena fino al 27 marzo. Stop alle attività anche per Lamborghini e Bugatti. 

Volkswagen ha chiuso le fabbriche spagnole di Martorell e Navarra e quella statunitense di Chattanooga e ha ridotto la capacità produttiva in Portogallo; nel frattempo, sono tornate a regime 31 delle 33 fabbriche in Cina.

Psa chiuderà i siti produttivi in Francia nei prossimi giorni, a partire da quello di Mulhouse che interrompe l'attività già da oggi. Renault ha fermato per due giorni i quattro stabilimenti spagnoli e ha deciso di chiudere tutti i siti francesi a partire da stasera.

L'unica in controtendenza è Volvo Cars, i cui impianti restano tutti attivi. La casa automobilistica, nata in Svezia ma acquisita dieci anni fa dalla cinese Geely, potrebbe approfittare della temporanea crisi della concorrenza sul mercato europeo, sfruttando magari anche il nuovo modello annunciato alla fine di febbraio, e in avanzata fase di sviluppo, capace di bloccare virus e batteri: un sistema di intelligenza artificiale in grado di isolare i passeggeri dalle sostanze nocive esterne all'abitacolo e di rigenerare l'aria interna.

Insomma, non è escluso che si rimescolino le carte all'interno del comparto, e quando il coronavirus sarà finalmente un ricordo, la scacchiera dell'industria mondiale potrebbe riservarci più di una sorpresa.