Il significato delle parole Tradizione e Tradimento per Niccolò Fabi, cantautore

maria letizia d'agata

Non è facile scrivere su Niccolò Fabi probabilmente perché, al momento, è uno dei cantautori più interessanti anche dal punto di vista poetico. Lo dimostra il fatto che i suoi brani iniziano ormai ad essere utilizzati nei licei per la comprensione e costruzione del testo poetico e questo la dice lunga sulla qualità. Oggi, quando si va nelle grandi librerie per la presentazione di un suo nuovo album ci si trova sommersi da gruppi di fan fra i quali capita di trovare anche docenti che raccontano come "Costruire" o "Il negozio di antiquariato" siano diventati compiti a casa per gli studenti.

E c'era da aspettarselo, perché questo cantautore che anni fa, giovanissimo, si è presentato sul palco del teatro Ariston di Sanremo cantando "Capelli" alludendo garbatamente alla sua riccioluta e indomabile capigliatura, negli anni è cresciuto sempre di più musicalmente e poeticamente conquistando molto spazio e pubblico. Quel pubblico che tre anni e mezzo fa, dopo la pubblicazione di un album "gioiello" dal titolo "Una somma di piccole cose", insignito della "Targa Tenco", è rimasto attonito alla notizia di una lunga pausa che Fabi aveva deciso di prendersi congedandosi momentaneamente con un bel concerto al Palasport di Roma.


Un evento in cui il cantautore ha percorso i suoi 20 anni di carriera chiamando a suonare tutti gli amici che avevano contribuito in qualche modo, anche con un accordo, a rendere unico un suo pezzo. Tre anni e mezzo fa, Niccolò Fabi ha dichiarato di voler staccare per un po', di fermarsi per provare a fare altro, di voler chiudere una fase e aprirne un'altra improntata sulla ricerca.

Fabi è tornato e lo ha fatto con un disco composto da nove tracce scritto fra Roma e Ibiza, bello e interessante. Un album dal titolo in po' enigmatico, come forse è un po' anche lui, ma talmente piacevole che lascia a chi lo ascolta, la possibilità di immaginare e "sentire" le azioni costruite con le parole grazie al supporto delle sonorità che gentilmente le accompagnano.


"Tradizione e tradimento", il titolo dell'album, sfida chi ascolta a comprendere il significato ma poi si rivela, come lo stesso Fabi ha spiegato, nella effettiva ricerca di un equilibrio fra memoria e prospettiva per poi evolvere e trasformarsi nel rispetto del proprio essere come cantautore. Troviamo quindi brani molto elettronici e sonorità che non appartengono al Fabi tradizionale e tracce più vicine al suo modo di interpretare la musica.

Un insieme nato grazie anche alla collaborazione di Costanza Francavilla, abile creatrice di paesaggi sonori e di Roberto Angelini e Pier Cortese che hanno completato la sintesi fra "Tradizione e Tradimento". A prima vista si direbbe che Fabi ha quindi voluto fare qualcosa di sperimentale: "Dietro questa parola - spiega - possiamo immaginare che dietro ci sia qualcosa di trasgressivo. Ma la trasgressione avviene rispetto a quello che uno è. Io volevo mettere in discussione alcune certezze, provare a fare cose nuove. Poi ti scontri con i tuoi mezzi, ti rendi conto se sei più o meno in grado di di raccontare qualcosa e allora l'adegui al tuo linguaggio".


In alcuni brani, come ad esempio "Nel blu" sembra che la musica si sia messa al servizio della parola supportandola con sonorità adeguate, sembra di sentire il rumore di chi cade in acqua, il rumore delle onde."In un certo senso è così - spiega - la musica è un amplificatore del racconto, il suono descrive la parola".

Nel finale della canzone sembra davvero di 'sentire' due persone che si lanciano in mare. "È vero - commenta Fabi - anche io ho avuto questa sensazione e questa visione". In tanti hanno visto nei testi di "Tradizione e Tradimento" anche diversi riferimenti all'attualità, al particolare momento che la società sta attraversando. Su tutti, "Io sono l'altro" è stato visto come un brano dalla forte connotazione sociale, dedicato agli emarginati, agli ultimi, ai migranti o disabili. In realtà la canzone è più un invito a immedesimarsi con chi hai davanti, a non spaventarsi dell'altro.


È una riflessione sull'importanza dell'empatia, su quello che vediamo al di fuori di noi e appare strano perché non è come ci vediamo noi ma in realtà lo è: "Io sono l'altro, puoi trovarmi nello specchio, la tua immagine riflessa, il contrario di te stesso, sono il padre del bambino handicappato che sta in classe con tuo figlio, il direttore della banca dove hai domandato un fido, il marito della donna di cui ti sei innamorato, sono quello che hanno assunto quando ti hanno licenziato. Quello che dorme sui cartoni alla stazione, sono il nero sul barcone".

Fabi per primo ha spiegato il brano attraverso Facebook, ricorrendo all'espressione "In Lakech" che nella cultura Maya, "non è solo un saluto ma una visione della vita. Può essere tradotta come 'io sono un altro te' o 'tu sei un altro me'. Che si parta dalla filosofia o dalla fisica quantistica si arriva sempre alla conclusione che l'altro è imprescindibile nella nostra vita e che siamo solo particelle di un tutto insondabile. Allora l'empatia diventa non solo un dovere etico, ma l'unica modalità per sopravvivere. Conoscere e praticare i punti di vista degli altri è una grammatica esistenziale".


Ma anche in altri brani ci sono riferimenti a "capitani", a valori sbandierati in faccia ai deboli per pura convenienza: "Sì - afferma ancora all'AGI il cantautore - c'e' sempre un cortocircuito fra privato e pubblico, fra sguardo dentro e fuori. Ma a me interessa il principio che sta alla base di alcuni fenomeni. Poi in una canzone di 4 minuti non hai tanto tempo e devi scegliere il punto giusto". Il rischio è di sentirsi dare dal 'buonista'. "Non me ne importa proprio niente - chiarisce Fabi - 'buonismo' è una parola che detesto".

Il 27 novembre, da Cascina, partirà il nuovo tour di Niccolò Fabi che lo condurrà nei principali teatri e palasport italiani. A Roma, la sua città, ci saranno due appuntamenti all'Auditorium del Parco della Musica. A cosa assisteranno gli spettatori? "In questi giorni stiamo costruendo il concerto - spiega il cantautore - il principio base è quello di equilibrare sorpresa e rassicurazione. Mi piacerebbe provare a costruire il concerto stimolando il pubblico non necessariamente alla partecipazione nel senso classico ma cercando anche di far prevalere l'esperienza dell'ascolto. Però, se da un lato ci sarà qualcosa di inaspettato ci sarà dall'altro qualcosa che rassicuri". Tradizione e Tradimento, per intenderci.