Il “signor B” era diventato il terrore dei viaggiatori a sbafo ma Trenitalia era stata inflessibile

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Reintegrato capotreno "stakanovista"
Reintegrato capotreno "stakanovista"

Giustizia è fatta e il terrore dei binari ora è tornato in servizio: la Cassazione reintegra il capotreno licenziato per “troppe multe”. Chi è? Quello che ormai tutti conoscono come il “signor B”, un funzionario inflessibile che era diventato il terrore dei viaggiatori a sbafo. Trenitalia lo aveva cacciato per “giusta causa” ma i giudici con la stola di ermellino hanno stabilito che quella causa giusta non lo era affatto, perciò in punto di Diritto hanno rimesso in signor B. in azione. Il 60enne aveva prestato servizio nel compartimento di Venezia ed il suo modo “estremamente putiglioso” di fare il suo dovere lo aveva messo nei guai.

La Cassazione reintegra il capotreno licenziato

Dal Frecciarossa ai convogli più convenzionali, lo zelo del capotreno era diventato mito e nemesi al contempo. In un secondo momento era emerso che il capotreno veneziano aveva emesso sul convoglio circa duemila titoli di viaggio, dopo aver staccato prima altrettante contravvenzioni. Alcuni ticket erano sbagliati nell’importo e Trenitalia si era fiondata ad utilizzare quell’appiglio per licenziare l’uomo nel 2017. Il signor B. si era perciò arreso?

Il ricorso e le ragioni fino alla “Suprema”

Ma che: aveva fatto ricorso, ricorso a cui Trenitalia si era opposta e il faldone era arrivato in Cassazione. Lì, i giudici della “Suprema” hanno dato ragione al dipendente, intimando all’azienda ferroviaria di reintegralo in servizio. Il sunto è che il signor B. sarà anche un pignolo, ma il suo è uno “zelo non comune”, non certo un nesso eziologico per licenzialo.

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