Il sindacato degli operatori sanitari si scaglia contro il Governo

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infermieri
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Gli infermieri avrebbero dovuto ricevere una indennità di 100 euro lordi in busta paga come premio per la lotta in prima linea contro il Coronavirus. Il Governo, tuttavia, ha tagliato tali fondi in legge di Bilancio. A coloro che ogni giorno combattono l’epidemia, dunque, in tasca entrerà ben poco. A parlarne è stato il sindacato Nursind.

La denuncia degli infermieri

Nel disegno di legge era previsto un premio per medici e infermieri. Per i medici si parlava di un aumento del 27% dell’indennità di esclusività finanziata con 500 milioni, mentre per gli infermieri era prevista un’indennità di specificità finanziata con 335 milioni. Per i medici arriverà quindi un aumento di 300 euro lordi a partire da gennaio, riscuotibili nel primo stipendio dell’anno nuovo, ma per gli infermieri si parla di 70 euro lordi riscuotibili però da quando sarà fatto il contratto. Saranno compresi gli arretrati da gennaio, ma questi soldi li vedremo solo quando arriverà il contratto, in quanto l’articolo legava alla contrattazione le modalità di disciplina di questa indennità“, ha raccontato il sindacalista Andrea Bottega ai microfoni di Fanpage. “Quindi noi avevamo chiesto che l’aumento lordo almeno arrivasse a 100 euro e ci era stato garantito da parte del ministero che avrebbero aggiunto altri 100 milioni al fondo, in quanto era nelle disponibilità. Lo scorso 25 marzo Conte aveva detto alla Camera che non si sarebbe dimenticato dello sforzo che stavano facendo medici e infermieri“.

Eppure, le cose sono andate diversamente. Il fondo di 100 milioni, infatti, dovrà essere diviso tra tutti i sanitari. “Nell’interlocuzione con gli organi di governo in qualche modo ci erano stati garantiti 100 milioni in più, ma poi questi soldi sono stati dati a tutte le altre professioni. Noi siamo a poco più di 335 milioni da dividere su 270 mila infermieri. Quei 100 milioni che dovevano aumentare il nostro budget e portarci a 100 euro lordi sono stati spostati su tutte le altre professioni sanitarie che hanno ottenuto un aumento di 57 euro lordi mensili. Noi invece siamo fermi a 72 euro lordi mensili. C’è una differenza di soli 15 euro tra chi è in prima linea ed è devastato dalla pandemia e gli altri“.

Bottega: “Noi presi in giro”

La rabbia della categoria contro il Governo è tanta. “Noi siamo veramente esausti e stanchi, perché abbiamo dato più del dovuto. Ce l’hanno riconosciuto tutti, i cittadini ci hanno chiamati eroi. Ma non ci accontentiamo delle pacche sulle spalle. Basta, è tempo di dire basta perché questi ci prendono in giro. Non posso tollerare, come rappresentante del più grande sindacato di infermieri in Italia che la mia categoria venga presa in giro. Ci sentiamo presi in giro, dalla maggioranza, dal Pd e dalla Cgil che hanno voluto questo emendamento“, ha proseguito Bottega.

Le condizioni in cui gli infermieri operano, inoltre, è ai limiti della sopportazione. “La seconda ondata è peggio della prima perché sta falcidiando tutti i colleghi. Gli ultimi dati Inail ci dicono che gli infermieri sono l’82% dei sanitari contagiati. Abbiamo le ferie bloccate, lavoriamo con turni da 12 ore, non riusciamo più a stare dietro a tutto questo carico di lavoro. Almeno sentire che il governo ci dà un qualcosa, anche se simbolico, che ci dica che è con noi in questa battaglia. Un riconoscimento, anche se sono solo 100 euro. Se non altro si trattava di un segnale. Abbiamo gli stipendi più bassi d’Europa e ancora dobbiamo dare tutto a tutti? Ne abbiamo le palle piene di questa gente che promette e promette e poi dà tutto a tutti“.

E un messaggio va anche a coloro che in questo momento non possono lavorare. “Ci rendiamo conto che il Paese è in sofferenza e che c’è gente che ha l’attività chiusa. Infatti noi nemmeno abbiamo aderito allo sciopero. Il 15 ottobre abbiamo manifestato solo per ricordare al governo, che stava scrivendo la legge di Bilancio, di ricordarsi degli impegni presi a marzo. Non abbiamo mai interrotto il servizio, e questa è la riconoscenza? Anche noi abbiamo un limite umano di pazienza, ci sentiamo traditi. Il governo ci ha girato le spalle. Ci bastava un segnale e ci è stato tolto anche quello. Non possiamo – ha concluso – sempre immolarci per la causa“.