Il sindaco di Bibbiano querela Di Maio per post offensivi e minatori

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Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano coinvolto nell’inchiesta sugli affidi illeciti e attualmente agli arresti domiciliari, ha presentato una querela per materiale considerato offensivo o minatorio nei suoi confronti. Tra i denunciati c’è anche Luigi Di Maio, a causa di un post pubblicato su Facebook a metà luglio.

La querela del sindaco di Bibbiano

Nella querela, il sindaco di Bibbiano segnala 147 tra post e mail dal contenuto offensivo o minatorio ricevuti in seguito all’apertura dell’inchiesta sugli affidi illeciti da parte della Procura di Reggio Emilia. La notizia della denuncia è stata diffusa da un quotidiano locale e confermato da fonti giudiziari. Andrea Carletti, rappresentato dagli avvocati Vittorio Manes e Giovanni Tarquini, ha inoltre presentato al Tribunale della libertà un ricorso contro gli arresti domiciliari.

Il post di Di Maio

Il post incriminato pubblicato da Luigi Di Maio risale al luglio 2019, nelle settimane che hanno preceduto la crisi del governo gialloverde e l’accordo Pd-M5s. Commentando le vicende di Bibbiano, il leader pentastellato scriveva: “Col Pd non voglio avere niente a che fare. Col partito che fa parte dello scandalo di Bibbiano, con i bambini tolti ai genitori e addirittura sottoposti a elettroshock e mandati ad altre famiglie, con il sindaco Pd che è coinvolto in questo, non voglio avere niente a che fare”.

La “bambina di Bibbiano”

Il caso Bibbiano è finito al centro delle polemiche, nei giorni post Pontida 2019, per la presenza di quella che è stata ribattezzata “Greta, la bambina di Bibbiano“. All’annuale raduno della Lega, il leader Matteo Salvini ha fatto salire sul palco la bimba, senza mai citare il Comune della Val d’Elsa ma parlando genericamente di un caso di minore sottratto ingiustamente ai genitori. Solo nei giorni successivi è emerso che la piccola non è coinvolta nell’indagine “Angeli e Demoni”.