Il dolore del sindaco: "Sarebbero bastati 30mila euro per evitare la tragedia della morte di cinque giovani"

Federica Olivo
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Auto fuori strada nel Cuneese, morti cinque giovani (Photo: ANSA foto)
Auto fuori strada nel Cuneese, morti cinque giovani (Photo: ANSA foto)

“In una notte abbiamo perso il 50% dei giovani del nostro comune”. C’è rabbia e sconforto nelle parole di Alberto Bianco, il sindaco di Castelmagno, piccolo paese di 54 abitanti dell’alta Valle Grana, in provincia di Cuneo, sconvolto dall’incidente nel quale stanotte sono morti cinque ragazzi, tutti sotto i 24 anni, tra cui due fratelli. Giovani che Bianco conosceva molto bene: al telefono con l’AdnKronos, fa fatica a trovare le parole.

“Quindici giorni fa avevamo fatto una bella foto, c’erano tutti gli abitanti di questa frazione: mi creda, è agghiacciante vederla, si può dire che è tagliata in due”. Non ci sta a dare la colpa ai giovani, che pure erano in nove in un’auto da sei. “È una di quelle tragedie che succedono non perché i ragazzi hanno bevuto, ma per una distrazione - dice Bianco -. Me lo hanno assicurato i carabinieri. Quel ‘defender’, su una strada sterrata, forse avrà fatto i 15 chilometri orari: sono strade che loro conoscevano molto bene, che facevano tutti i giorni per portare le mucche al pascolo. Quei ragazzi poi li conoscevo personalmente, giovani bravissimi, lavoratori”.

Bianco si sente in parte responsabile di quello che è accaduto. “Me ne assumo le colpe indirettamente perché io rappresento lo Stato - continua -: mi sento responsabile, ma anche impotente. Non sto scaricando le colpe, ma questo è un comune di 54 abitanti che ha 25-30 chilometri di strade da tenere in ordine con pochissimi trasferimenti dallo Stato e mi rendo conto diverse volte la segnaletica è carente. In questo caso mi sento colpevole, bastava un cartello che segnalasse la curva e forse non sarebbe successo. Se fossi ricco, metterei cartelli di tasca mia, ma sono un insegnante, faccio il sindaco gratuitamente così come lo fanno l’assessore e i consiglieri”.

Lo sfogo non si ferma: “Tutti insieme dovremo comunque pensare che spesso si spendono soldi a vanvera per mega ponti - aggiunge Bianco - quando per le strade che si percorrono tutti i giorni non abbiamo neanche i soldi per mettere i cartelli e segnalare le curve. Su questo lo Stato è assente e me ne assumo in parte la colpa perché probabilmente se avessi alzato la voce, chiamato i giornalisti, denunciato che siamo in questa drammatica situazione forse qualcosa sarebbe cambiato. Ci vuole una marcia in più, lo Stato dovrebbe dare i soldi per le strade in funzione dell’estensione territoriale e non del numero degli abitanti del paese. Possibile che lo Stato non ha 30mila euro all’anno da poter investire sulle strade? Mandatemeli ogni due anni e io sono contento”.

I nove ragazzi a bordo del fuoristrada erano saliti al rifugio per osservare le stelle nel periodo di San Lorenzo. “Si trovavano in quel rifugio della famiglia dei fratelli morti perché è una delle zone più buie d’Europa. Tutti gli anni vengono tante persone per San Lorenzo a vedere le stelle in questo punto a dir poco stupendo. Stavano tornando verso la mezzanotte a casa, poi è avvenuta la disgrazia. Abbiamo messo la bandiera a mezz’asta come lutto cittadino. E’ difficile trovare le parole, sicuramente oggi pomeriggio vedrò le famiglie: mi creda, ho paura di guardarle negli occhi”, ha concluso Bianco.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.