Il sindaco di Palermo lancia l’allarme per i casi di Covid in aumento

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Leoluca Orlando
Leoluca Orlando

Leoluca Orlando, in qualità di primo cittadino di Palermo, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla situazione del Covid-19 in città. Sono 23 i comuni dell’area metropolitana in zona rossa da due settimane, Palermo inclusa, ma i numeri non calano.

Covid-19 a Palermo, le parole del sindaco

Orlando ha commentato la delicata situazione che si sta vivendo a Palermo e dintorni. “Siamo alla vigilia di una strage, non soltanto umana ma anche economica. Incoscienti fermatevi – commenta il sindaco Orlando – state provocando la morte di migliaia di persone e di migliaia di aziende”.

Nella sola giornata di lunedì 26 aprile i casi di positività al Coronavirus sono stati 584, dal 20 al 26 aprile in città si contano 2.738 persone risultate positive al tampone. Con questi numeri non rischia soltanto la zona di Palermo, ma anche l’intera Sicilia che, per ora, resta in zona arancione, almeno per un’altra settimana.

Covid-19 a Palermo e non solo, i provvedimenti

“Ci sono alcune situazioni – continua il sindaco di Palermo – che non vanno bene. Ringrazio e le forze dell’ordine per i controlli, ma chiedo ai cittadini di rispettare le regole“. Durante lo scorso fine settimana, secondo la nota pubblicata dalla polizia municipale, “gli agenti hanno posto sotto sequestro quattro locali, due in via Rocco Jemma e due in via Vincenzo Errante, elevando sanzioni per 3.200 euro”. Alcuni locali erano infatti aperti al pubblico dopo le ore 18, intenti anche a somministrare delle bevande con consumazione sul posto, ma anche con servizio all’interno.

Covid-19 anche nella provincia di Palermo

Insieme a Palermo restano in zona rossa anche cittadine come Bagheria, Casteldaccia, Partinico, Giardinello, Borgetto, San Cipirello, Misilmeri, Baucina, Villafrati, Mezzojuso, Carini, Torretta, Cinisi, Termini Imerese, Lascari, Alimena, Giuliana, Santa Cristina Gela, Piana degli Albanesi, Villabate, Monreale e Belmonte Mezzagno. Non si esclude però che il numero possa aumentare con il passare delle ore a causa dell’aumento dei contagi.

La situazione

Nel frattempo il matematico dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac) Giovanni Sebastiani si è espresso sulle riaperture ritenendole premature e prevedendo che nel giro di tre o cinque settimane si sarà costretti a chiudere di nuovo. Entro 7-10 giorni la curva tornerà piatta e poi ricomincerà a salire. “La ripartenza andava rinviata a fine maggio – dichiara Sebastiani – dopo aver completato le vaccinazioni degli over 70″.