Il sindaco di Temù interpreta il sentire comune in attesa delle risultanze giudiziarie sul delitto

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Laura Ziliani
Laura Ziliani

Ad otto mesi dalla morte della ex vigilessa di Temù Laura Ziliani “per tutti sono state le figlie”. Il sindaco di del paese montano in provincia di Brescia interpreta il sentire comune in attesa dei risultati giudiziari sul delitto. Giuseppe Pasina ha affrontato lo spinoso argomento, che bascula fra sentimenti di popolo e procedura penale, con alcune dichiarazioni a Fanpage che ha voluto anche raccogliere alcune testimonianze degli abitanti di Temù.

Otto mesi fa veniva uccisa Laura Ziliani: la scomparsa, il ritrovamento del corpo ed i camorosi arresti

La 55enne Ziliani, vedova a madre di tre figlie, sarebbe stata uccisa nella notte tra il 7 e l’8 maggio 2021. Il suo corpo fu ritrovato la mattina dell’8 agosto lungo gli argini dell’Oglio. Il 24 settembre la procura aveva arrestato per omicidio due delle tre figlie, Silvia e Paola Zani, di 27 e 19 anni, più il fidanzato della prima, Mirto Milani. Il movente? Parrebbe economico. Il mezzo per uccidere?

Ziliani ammazzata otto mesi fa, le rivelazioni del sindaco e le preoccupazioni di Laura sul patrimonio

Per ora sconosciuto e legato ad una proroga di indagine chiesta dai consulenti della Procura a fine novembre sull’autopsia. Ha rivelato intanto il sindaco Pasina: “Una sua amica molto stretta mi ha confidato che la Ziliani non era tranquilla: da Pasqua si preoccupava per gli scontri con le figlie Silvia e Paola sulla divisione del patrimonio familiare“. Ecco, quel patrimonio avrebbe fatto tanta gola agli indagati da spingerli ad uccidere, di concerto e in concorso, dice la Procura. E ancora: “Il fatto che dopo la scomparsa di Laura siano subito venuti a Temù a mettere a posto gli appartamenti e a riscuotere gli affitti ha preoccupato gli inquirenti”.

Sono trascorsi otto mesi dall’assassinio di Laura Ziliani ma i concittadini hanno “le idee chiare” su chi sia stato

Ed a detta di Pasina “i cittadini di Temù non hanno dubbi sul fatto che siano state le figlie, ma c’è preoccupazione: il timore è che la vicenda venga dimenticata e che magari tra qualche tempo le ragazze tornino in libertà, senza che si sappia e si punisca mai chi ha commesso il crimine”. La chiosa è toccata a Nicoletta Chirica, grande amica della vittima: “Non riesco ancora a credere che sia morta, però se guardo dal balcone vedo che non c’è più nessuno. L’ultima cosa che mi ha detto è che aveva voglia di farsi il vaccino, così avremmo potuto tornare a frequentarci in tranquillità”.

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