Il sistema di aiuti alle attività più colpite dall'ultimo dpcm

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Decreto ristori indennizzi
Decreto ristori indennizzi

Il decreto ristori è stato firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dunque permetterà in tempi record di fornire supporto economico alle 53 categorie direttamente interessate dalle chiusure previste dall’ultimo dpcm. Si va dai taxi, alle sale giochi passando naturalmente per ristoranti, bar, teatri, cinema e palestre. Ma come funzionano gli indennizzi? Chi ne ha diritto?

Decreto ristori, gli indennizzi

Iniziamo col dire che gli indennizzi verranno forniti in proporzione alle perdite ipotetiche causate dalla chiusura anticipata alla 18. Ecco dunque che a ricevere maggiori fondi saranno le attività solitamente aperte solo la sera che dunque non potranno affatto lavorare fino al 24 novembre. Nello specifico per le discoteche sale da ballo night-club e simili è previsto un indennizzo al 400%, mentre ai taxi e Ncc (noleggio con conducente) l’indennizzo è al 100%.

La ristorazione

Per la ristorazione l’indennizzo è del 200% e tale percentuale è da intendersi anche per tutte le attività connesse quali ad esempio aziende agricole o di catering per banchetti ed eventi. Stesso indennizzo poi per operatori dello spettacolo e dello sport. Si legga dunque palestre, piscine, ma anche centri termali e gli stadi, e poi cinema, sale giochi, teatri e le sale concerto.

Bar e turismo

La percentuale di indennizzo scende invece al 150% per alberghi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, attività di alloggio connesse alle aziende agricole, aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte, alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero. Stessa percentuale poi per le gelaterie e le pasticcerie, anche per quelle ambulanti, per i bar e gli altri esercizi simili privi di cucina. In tale caso la percentuale si abbassa in quanto per le attività indicate non è previsto la sospensione totale dell’attività, anche se non sono mancate le polemiche soprattutto per quanto riguarda il settore turistico.