"Il sorpasso" e la pennica di Vittorio Gassman su "L'eclisse"

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Trintignant e Gassman ne
Trintignant e Gassman ne

Il caldo di Ferragosto, Roma deserta, gli italiani al mare e una Lancia Aurelia B24 Spider che sfreccia sulle strade al ritmo di un clacson ormai nella storia del cinema. “Il soprasso” di Dino Risi, oltre a essere un grande film, è la fotografia di un periodo storico e la descrizione di un cambiamento sociale che l’Italia attraversa all’inizio degli anni ’60, quelli del boom economico.

La storia è nota: lo sfaccendato Bruno Cortona (interpretato da uno strepitoso Vittorio Gassman) carica in auto il giovane studente Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant) per cominciare un’avventura senza meta che si concluderà in una curva della costiera di Calafuria in Toscana.

Tra la raffica di battute memorabili pronunciate da Gassman, ce n’è una che nasconde qualche vecchia ruggine tra il regista del film, protagonista della commedia all’italiana, e l’illustre collega Michelangelo Antonioni, maestro dell’incomunicabilità. Mentre è al volante infatti Gassman, parlando dell’ultimo film del regista ferrarese, “L’eclisse”, dice: “Bel regista, Antonioni. Bel film. Io ci ho dormito...’Na bella pennica”.

Come si legge nel bel libro di Marco Risi sul padre - “Forte respiro rapido”, Mondadori - i due registi in verità avevano cominciato assieme a fare cinema. In particolare con alcuni documentari a episodi, anche con Citto Maselli e Luigi Comencini. Ma quando nel 1956 Risi invitò Antonioni e la sua fidanzata Monica Vitti a una proiezione privata di un suo film con Alberto Sordi e Nino Manfredi “Venezia, la luna e tu”, il regista de “L’eclisse” commentò: “Peccato. Avevi cominciato così bene!”. Risi se la legò al dito e quando cinque anni dopo girò uno dei suoi capolavori non perse l’occasione per vendicarsi.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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