Il sorriso di Jeff Koons e l’aura della superstar dell’arte

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Image from askanews web site
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Firenze, 30 set. (askanews) - Sorride, si mette in posa per le photo opportunity, indossa il suo completo blu con disinvolta eleganza, abbraccia il direttore di Palazzo Strozzi. Jeff Koons, superstar globale del Sistema dell'Arte, è a Firenze per la propria mostra "Shine" e, come un vero divo, intorno al suo sorriso si muove il grande circo dei media, si alternano gli interlocutori istituzionali o meno, si percepisce l'aura di una vicenda artistica che ha segnato l'arte contemporanea, al netto delle inevitabili polemiche che ogni grande storia di successo - e di denaro, tanto denaro - porta con sé, con l'eterna diatriba tra sostenitori e detrattori, tra entusiasti e apocalittici.

Prima di entrare nella mostra, che è una delle più ampie dedicate a Koons, prima di parlare del merito di un'esposizione e del lavoro di un artista che ha comunque cambiato l'immaginario collettivo - pensate alle sculture che rimandano ai palloncini a forma di cane o coniglio - prima di immergersi nel suo mondo culturale, che è complesso e sfaccettato, prima di concentrarci sulla curatela di Arturo Galansino, guardiamo il personaggio Koons. Guardiamo il modo in cui il suo vestito blu richiama il blu della grande scultura posta nel cortile di Palazzo Strozzi, guardiamo il fascino di una star, la sua luce, appunto, quella del personaggio scintillante che sta dietro l'artista, o accanto o dentro l'artista, questo forse nessuno lo sa davvero. Ma nel campo del contemporaneo, si sa, non esistono verità univoche, per fortuna.

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