Il sostegno di Laura Boldrini alla canzone "Bella Ciao"

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Laura Boldrini Bella Ciao
Laura Boldrini Bella Ciao

Bella Ciao dovrebbe essere considerato un inno istituzionale. A sostenerlo la deputata del Partito Democratico ed ex Presidente della Camera Laura Boldrini che ad Adnkronos ha espresso il sostegno alla proposta di legge che è stata presentata dal Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e Italia Viva.

Secondo Laura Boldrini Bella Ciao simboleggia “l’espressione popolare dei più alti valori alla base della nascita della Repubblica”. La nota canzone espressione del movimento partigiano secondo la deputata si carica di valore in quanto rappresenterebbe quel collante avrebbe unito gli italiani da inizio della pandemia.

Laura Boldrini Bella Ciao, “Giusto che diventi inno istituzionale”

“Essendo ‘Bella Ciao’ un canto della Resistenza ed essendo stata questa un moto di popolo è giusto che diventi un inno istituzionale, espressione popolare dei più alti valori alla base della nascita della Repubblica”, a dirlo l’ex presidente della Camera Laura Boldrini che ad Adnkronos ha spiegato cosa l’ha portata a dare il a dare il suo sostegno alla canzone “Bella Ciao” quale inno istituzionale da eseguire in occasione dei festeggiamenti del 25 aprile.

Laura Boldrini Bella Ciao, “Chi strumentalizza Bella Ciao non conosce la storia”

La deputata dei dem Boldrini ha proseguito parlando di come qualsiasi cosa possa essere strumentalizzata se non si conosce la storia: “Bella Ciao ci ha unito anche all’inizio della pandemia, in quel momento le sue note rimbalzavano da quartiere a quartiere delle grandi città italiane. E anche dall’estero, quando noi eravamo i più esposti al Covid 19, abbiamo ricevuto omaggi di solidarietà di città, associazioni di movimenti che ci dedicavano ‘Bella ciao’. Bisognava appunto resistere, era un momento difficile, e questo canto è legatissimo alla resistenza e all’Italia”.

Laura Boldrini Bella Ciao, “La Resistenza fu un moto del Popolo”

Infine Laura Boldrini ha ricordato come la Resistenza fu prima di tutto un moto del popolo: “La resistenza non fu di parte, ma un moto di popolo, che coinvolse tutti coloro che non ritenevano più possibile vivere sotto una dittatura: un moto eterogeneo. Fecero parte della resistenza comunisti, socialisti, azionisti, liberali anarchici”.

Laura Boldrini Bella Ciao, cosa dice la proposta

La proposta di legge che vorrebbe “Bella Ciao” quale inno istituzionale simbolo della Resistenza è stata presentata il 21 aprile dai seguenti dem citati da Adnkronos: “Fragomeli, Verini, Fiano, Fassino, Benamati, Boldrini, Bruno Bossio, Carla Cantone, Cenni, Ciagà, Ciampi, De Menech, Frailis, Incerti, La Marca, Lattanzio, Gavino, Manca, Miceli, Morassut, Mura, Pagani, Ubaldo Pagano, Pellicani, Pezzopane, Pizzetti, Prestipino, Rossi, Stumpo, Zardini”. Tra le persone che hanno avanzato la proposta anche due esponenti di Italia Viva ovvero Michele Anzaldi e Massimo Ungaro. Da Leu invece Massimo Stumpo, mentre dal Movimento 5 Stelle ha avanzato la proposta Alberto Manca.

L’obiettivo di questa proposta è quello di riconoscere “la canzone ‘Bella ciao’ quale espressione popolare dei valori fondanti della propria nascita e del proprio sviluppo. Il comma 2 dello stesso articolo stabilisce, inoltre, che la canzone ‘Bella ciao’ sia eseguita, dopo l’inno nazionale, in occasione delle cerimonie ufficiali per i festeggiamenti del 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo” – si legge.

Oltre ad essere suonata in occasione dei festeggiamenti del 25 aprile una seconda proposta di legge ovvero la numero 2483 presentata il 30 aprile mette in evidenza come “Bella Ciao” possa essere studiata anche nelle scuole: “Nelle scuole di ogni ordine e grado, nell’ambito delle attività didattiche finalizzate all’acquisizione delle conoscenze relative alla seconda guerra mondiale e al periodo storico della Resistenza e della lotta partigiana, è inserito lo studio della canzone ‘Bella ciao'” riporta il primo comma del secondo articolo.

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