Il sottosegretario con delega alla Sicurezza analizza la situazione e non nasconde i suoi timori

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Franco Gabrielli
Franco Gabrielli

“La vittoria dei talebani aumenta il rischio di attacchi contro l’Occidente”, se lo dice Franco Gabrielli che in tema di sicurezza ha una delega da sottosegretario dopo aver guidato la Polizia c’è da rifletterci sopra e magari agire di conseguenza. Gabrielli ha disegnato lo scenario di un Afghanistan che torna ad essere base di lancio per l’integralismo militante in una intervista rilasciata a Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera. E non ha nascosto i suoi timori sulla possibilità che con la vittoria dei talebani l’Occidente torni in tacca di mira del terrorismo: “Certamente, è persino banale dirlo. La sconfitta di un esercito addestrato e spalleggiato dagli occidentali da parte di bande giudicate poco più che raccogliticce può innescare un effetto emulazione, per veicolare il messaggio che si può non solo resistere ma anche punire una civiltà considerata nemica”.

Vittoria dei talebani ed attacchi all’Occidente, per Gabrielli “è già successo con l’11 settembre”

E ancora: “È successo vent’anni fa quando i terroristi dimostrarono di poter colpire gli Stati Uniti sul loro territorio e con i loro mezzi, può succedere oggi ovunque”. Sono passati 20 anni dal fatidico 11 settembre 2001 e Gabrielli, ex capo della Polizia e sottosegretario alla Sicurezza, mette l’emergenza internazionale in punto di analisi. Gabrielli precisa che è sbagliato ritenere che si sia tornati “sotto attacco”, questo perché sotto attacco l’Occidente non ha mai smesso di esserci.

“Siamo sempre stati sotto attacco, ma la vittoria dei talebani incentiva gli attacchi all’Occidente”

“Restiamo sotto una minaccia che non è mai venuta meno, è un errore valutarla sulla base degli eventi che ci toccano più da vicino, come gli attentati del 2004-2005 in Spagna e Gran Bretagna, o del 2015-2016 in Francia e Belgio. Quelle sono manifestazioni esteriori, il pericolo resta anche quando non accade nulla. La minaccia è immanente, e il rischio che diventi imminente in una situazione come quella attuale aumenta”. Il rischio che paventa Gabrielli è lo stesso come qualche settimana fa aveva additato in una lunga intervista al Guardian l’ex premier britannico Tony Blair, che era al numero 10 di Downing Street nei giorni bui di Ground Zero.

La vittoria dei talebani può “innescare attacchi all’Occidente, ma per l’Italia non ci sono specifici allarmi”

E in tema di specifici alert per l’Italia? Che “riguardino direttamente il nostro Paese non in particolare. Sono invece aumentate le segnalazioni di rischio in Afghanistan e in generale contro obiettivi statunitensi”. Poi Gabrielli ha chiosato: “Con l’attentato alle Torri Gemelle è cambiato tutto: la realtà del terrorismo e la sua percezione, ma anche la nostra vita quotidiana. Fu un’azione sorprendente ma non inattesa. Proprio come ora il dissolvimento del sistema di governo afghano davanti ai talebani: la caduta di Kabul è l’esito di un’avanzata più rapida del previsto ma non imprevedibile. Dobbiamo fare tesoro degli errori, anche interpretativi, commessi in passato e non ripeterli oggi, per fronteggiare al meglio la minaccia”.

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