Il sulfureo ruolo di Erdogan nell'escalation di Gaza

·Giornalista
·2 minuto per la lettura
(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)
(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)

L’escalation del conflitto tra Hamas e le forze israeliane, così come i violenti scontri tra la polizia israeliana e i giovani palestinesi della notte di venerdì 7 maggio sul Monte del Tempio, mettono a nudo la fragilità dei tentativi della Turchia di ristabilire le relazioni con Israele.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan aveva subito espresso quella notte la sua rabbia con un tweet in turco, arabo ed ebraico per quello che considera una “violenta aggressione delle forze israeliane a Gaza e contro i palestinesi” all’interno della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme durante il Ramadan, uno dei cinque precetti sacri per l’Islam.

Il leader turco ha definito Israele uno “stato terrorista e crudele” e ha fatto appello alle nazioni musulmane affinché adottino misure efficaci per fermare la violenza.

“Coloro che sono rimasti in silenzio sono complici della crudeltà a cui stiamo assistendo”, ha scritto.

Erdoğan ha subito dopo parlato con il presidente palestinese Mahmoud Abbas e con il leader di Hamas Ismail Haniyeh per esprimere loro la sua vicinanza, mentre il ministro degli Esteri, Mevlüt Çavuşoğlu, ha promesso che la Turchia avrebbe continuato a essere la voce dei fratelli e delle sorelle palestinesi e a difendere i loro diritti ponendo fine allo stato di “apartheid” in cui sarebbe costretta a vivere la popolazione di Gaza.

Anche il presidente della direzione per gli Affari religiosi della Turchia (Diyanet) ha ordinato di pregare nelle moschee di tutto il paese “per la liberazione di Al Aqsa dall’occupazione dello stato terrorista di Israele”.

L’Arabia Saudita, il Kuwait, l’Egitto e altre nazioni arabe hanno condannato le azioni di Israele, sebbene il loro linguaggio fosse notevolmente più misurato di quello della Turchia.

Il flusso di condanne è arrivato dopo che il 7 maggio la polizia israeliana, usando proiet...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli