Il super green pass per lavorare si farà, la scuola non slitterà

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Italian Prime Minister Mario Draghi gestures as he holds his end-of-year news conference in Rome, Italy, December 22, 2021. REUTERS/Remo Casilli (Photo: Remo Casilli via Reuters)
Italian Prime Minister Mario Draghi gestures as he holds his end-of-year news conference in Rome, Italy, December 22, 2021. REUTERS/Remo Casilli (Photo: Remo Casilli via Reuters)

Sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri arriverà il super green pass per il mondo del lavoro, non l’obbligo vaccinale. È questo l’orientamento di massima che viene riferito da fonti di governo, secondo le quali l’ulteriore estensione dell’utilizzo del lasciapassare rafforzato equivarrebbe a un obbligo di fatto, rendendolo per tanto superfluo.

Sicura la stretta sul quasi milione di dipendenti della pubblica amministrazione che al momento sono rimasti fuori dall’obbligatorietà, Mario Draghi sta lavorando per estenderlo anche al comparto privato. Un provvedimento sul quale la Lega è fortemente contraria, e anche da ambienti del Movimento 5 stelle vengono sollevate alcune perplessità, e per questo il premier sta cercando una mediazione che eviti scossoni all’esecutivo.

Respinta con nettezza l’idea sollevata da alcuni governatori di ricominciare la scuola con la didattica a distanza. Contrari sia Draghi sia il ministro dell’Istruzione Bianchi. Da viale Trastevere si spiega che “il calendario non subirà modifiche”, aggiungendo che la decisione di uno spostamento minimo del ritorno in classe, da venerdì 7 a lunedì 10, rientra nelle facoltà decisionali delle Regioni, ma che uno slittamento più lungo del rientro in presenza non verrà avallato.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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