Il superiore dei gesuiti: il diavolo? Seguo la fede della Chiesa

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Città del Vaticano, 16 set. (askanews) - Questa estate aveva avuto molta eco, in particolare nella blogsfera cattolica reazionaria, una sua affermazione circa il fatto che il diavolo esiste, sì, quale "male personificato": e padre Arturo Sosa, presposito generale dei gesuiti, vuole stemperare quella polemica, e, nel corso di un incontro con i gesuiti alla Sala stampa estera, si limita a spiegare: "La mia fede è la fede della Chiesa cattolica, nella quale ho fatto la mia vita, e voglio finirla nella Chiesa, la mia spiritualità è quella di sant'Ignazio di Loyola, al cui centro ci sono gli esercizi spirituali e il discenirmento dello spirito, ed è la guida della mia vita".

Intervistato dalla rivista Tempi, a margine di un intervento al meeting di Rimini di Comunione e liberazione, padre Sosa aveva affermato, questa estate: "Nel linguaggio di sant'Ignazio è lo spirito cattivo che ti porta a fare le cose che vanno contro lo spirito di Dio. Esiste come il male personificato in diverse strutture ma non nelle persone, perché non è una persona, è una maniera di attuare il male. Non è una persona come lo è una persona umana. E' una maniera del male di essere presente nella vita umana. Il bene e il male sono in lotta permanente nella coscienza umana, e abbiamo dei modi per indicarli. Riconosciamo Dio come buono, interamente buono. I simboli sono parte della realtà, e il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale". Affermazione piuttosto chiara che però, diversi blog di orientamento reazionario, avevano riassunto scrivendo che secondo il generale dei gesuiti "il diavolo non esiste".