Il teatro come arte totale: Yuval Avital a Parma e Reggio Emilia

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Parma. 21 nov. (askanews) – Un progetto artistico totalizzante che abbraccia tre teatri e due città, nel tentativo di costruire, attraverso la multidisciplinarietà, una sorta di enorme “Bestiario della Terra”. L’artista Yuval Avital, nato a Gerusalemme e milanese d’adozione, ha presentato al Teatro Regio di Parma il primo capitolo di questa opera-mondo, che poi proseguirà al Teatro Due, sempre a Parma, e quindi al Teatro

Municipale Valli di Reggio Emilia. Un lavoro colossale, fatto di installazioni, musica, performance e pittura.

“Per concepire ogni opera, che sia un piccolo dipinto o un’opera immensa e immersa – ha detto Avital ad askanews – bisogna partire sempre con la vulnerabilità, che è la chiave e diventa un catalizzatore del sentire”.

In tal modo, secondo Avital, l’arte arriva a una dimensione veritiera che si offre al pubblico sotto forma di esperienza e partecipazione condivisa. E anche se il tema di questo capitolo è il “Mostrario”, quello che arriva ai visitatori è una sensazione di incertezza e diversità, che trovano però dei possibili momenti di sintesi, proprio grazie al modo in cui l’artista pensa il suo lavoro. “Quando tu non ti metti di fronte alla tua opera, ma

dentro la tua opera – ha aggiunto Avital – poi le cose nascono. Anche con la loro dovuta imperfezione, che fa parte di ogni azione umana”.

È particolarmente interessante il modo in cui le fragilità intorno alla quali è costruito tutto il lavoro diventano poi nella messa in scena momenti di enorme potenza, sia nella sala dedicata ai licantropi e al Ratto delle Sabine, sia nella silent disco di altre creature mitologiche. In un crogiolo di sensazioni e approcci che rispecchiano la molteplicità delle pratiche di Yuval Avital. Ma anche il tentativo di allargare in senso

internazionale le prospettive dei teatri coinvolti nel progetto del Bestiario.

“Non sono grandi capitali – ci ha detto Luigi Ferrari, presidente Parma Reggio Festival – ma hanno la capacità di imporsi all’attenzione internazionale, quindi lo scopo dell’associazione è quello, grazie all’aiuto dello Stato, di fornire a questi tre festival e teatri i mezzi per poter raggiungere questo risultato”. Che passa anche attraverso un modo diverso di immaginare lo stesso spazio teatrale.

“La scoperta forse più importante all’interno de Il Bestiario della Terra – ha concluso Yuval Avital – è proprio questa: la lettura del teatro non come un luogo che produce e ospita spettacoli, ma come una fucina creativa in grado di dare vita a un’arte contemporanea forte e immensa”. Che nell’intersezione di linguaggi e pratiche trova una nuova dimensione.