Il Tennessee ha votato una legge contro la discriminazione dei capelli afro (e non è il solo)

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Non chiamateli solo capelli. Per le popolazioni afroamericane scegliere se farsi le treccine o usare la piastra non è solo un fatto estetico, ma uno statement. Un'affermazione della propria identità culturale, che deve essere riconosciuta e rispettata. Quello che purtroppo non sempre avviene negli Stati Uniti dove ogni giorno persone di colore vengono discriminate a scuola o sul posto di lavoro per le loro acconciature perché considerate inappropriate o addirittura antigieniche. Niente capelli vaporosi e nemmeno extra curly. Treccine o perline nemmeno a parlarne. I capelli afro devono passare inosservati, quasi confondersi con quelli di chi afro non è. E dunque ecco ricorrere a piastre, prodotti chimici e spazzole che oltre a danneggiare i capelli diventano l'involontario strumento di un'omologazione sempre più inaccettabile.

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Se ne sono accorte anche le istituzioni al punto che nel 2019 la California approvò per prima una legge contro la discriminazione dei capelli afro, una forma di razzismo subdola che negli States colpisce persone di colore di ogni età e sesso. Da quel momento altri Stati si sono uniti a questa lotta che ha a che fare con il pieno diritto di espressione di sé e della propria cultura. Connecticut, Virginia, New York, New Jersey, Maryland, Colorado e Washington sono corsi ai ripari e negli ultimi due anni hanno emanato il Crown Act – Create a Respectful and Open World for Natural Hair –, una legge che proibisce ogni forma di discriminazione basata sui capelli naturali, nelle scuole o nei luoghi di lavoro. L'ultimo Stato ad approvare questa legge è stato il Tennessee, che proprio ieri ha approvato la proposta all'unanimità. Ne ha dato notizia il senatore Raumesh Akbari, che sui social ha celebrato il voto ricordando sua madre, che della cura dei capelli afro ne ha fatto la propria professione. "Mia madre è conosciuta come 'The Hair Doctor', e crescendo ho visto così tante persone trovare dignità e rispetto di sé nel poter portare i capelli in modo naturale" – ha scritto il senatore Akbari –. Nessuno dovrebbe vergognarsi o vedersi negate delle opportunità a causa dei propri capelli naturali, ed è proprio di questo che il #CROWNAct si occupa".

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Il disegno di legge, approvato dai senatori dello Stato del Tennessee all'unanimità con 28 voti a favore, il prossimo 1 agosto andrà alla Camera dei Rappresentanti del Tennessee per l'approvazione finale. In base alla legge proposta, ai datori di lavoro e alle scuole sarà vietato discriminare le persone di colore che scelgono di portare i capelli in modo naturale. Scuole e uffici insomma non potranno più essere luoghi dove viene praticata impunemente la discriminazione in nome di una presunta superiorità del modello estetico occidentale. Codini, trecce, rasta, chignon: ogni persona è libera di pettinarsi come vuole. Sembra assurdo doverlo ribadire nel XXI secolo, ma è meglio non dare mai nulla per scontato.