Il terrorista Brahim Aoussaoui ha vissuto a lungo in Italia

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killer nizza
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L’attentato avvenuto la mattina di giovedì 29 ottobre vicino alla chiesa di Notre Dame a Nizza per mano di Brahim Aoussaoui, che ha ucciso tre persone (due decapitate, una ferita e successivamente morta), ha coinvolto l’Italia da vicino. Il tunisino, infatti, era arrivato in Europa sbarcando a Lampedusa a fine settembre.

Per un certo periodo era stato poi trasferito in un centro di accoglienza a Bari, dove aveva trascorso il periodo di quarantena obbligatorio. Al termine di quest’ultima, come emerge dalle ultime indagini degli investigatori, era tornato in Sicilia.

I movimenti di Brahim Aoussaoui

Brahim Aoussaoui, il killer di Nizza, in base alle ricostruzioni degli agenti di intelligence e antiterrorismo, non avrebbe lasciato l’Italia prima del 25 ottobre. Prima lo sbarco a Lampedusa, poi la quarantena a Bari e, soltanto successivamente, il ritorno in Sicilia. A Palermo, per 15 giorni, era stato ospitato da un familiare. In questo periodo il ragazzo non avrebbe manifestato alcuna intenzione di compiere l’attentato né avrebbe frequentato ambienti estremisti.

Le polemiche

La notizia dell’arrivo a Lampedusa del terrorista e della sua lunga permanenza in Italia ha destato numerose polemiche. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il capo della Polizia Franco Gabrielli hanno fissato un colloquio con il Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, al fine di comprendere come e perché i movimenti di Brahim Aoussaoui siano passati inosservati.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, intanto, si è scagliato con i vertici del Governo per non avere impedito gli sbarchi di clandestini a Lampedusa ed ha invitato la Ministra Luciana Lamorgese a dimettersi. “Se per l’attentatore di Nizza sono confermati lo sbarco a Lampedusa a settembre, il passaggio da Bari e poi la fuga chiediamo le dimissioni del Ministro dell’Interno Lamorgese”, ha scritto.