Il thriller della Blumhouse del 2019 di Veena Sud

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The Lie: recensione, trama e trailer del film su Amazon Prime
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Il film prodotto dalla Blumhouse è tra i più visti sulla nota piattaforma digitale. La sceneggiatura e la regia sono della cineasta americana Veena Sud (The Killing).

The Lie è il remake di un film tedesco del 2015 intitolato We Monsters.

Il cast di The Lie

Peter Sarsgaard (I magnifici 7) è Jay, il padre affranto della ragazzina, mentre Mireille Enos (Don’t Worry) ha il ruolo di Rebecca, la madre.

Joey King è Kayla (The Kissing Booth 2) la quindicenne colpevole, Devery Jacobs (che vedremo in A Quiet Place II) è la piacente Brittany, vittima della coetanea.

La trama del film

Un’adolescente con i genitori separati confessa al padre di aver volontariamente ucciso una sua amica.

L’uomo e l’ex moglie decidono di mettere insieme un racconto pieno di bugie per proteggerla dalla legge. Sono disposti a tutto pur di far evitare il carcere alla figlia…

La recensione di The Lie

The Lie è un prodotto che ha un un ottimo soggetto di base. L’dea del film è oggettivamente molto valida.

La forza dell’idea rende interessante la vicenda narrata, anche se alcuni passaggi narrativi non sono esposti con efficacia e rendono la (ri)comparsa di alcuni elementi del tutto prevedibile.

La regia di Veena Sud purtroppo risulta nel complesso abbastanza piatta, incolore. A parte qualche immagine molto suggestiva qua e là, slegato dal resto.

Penso ad esempio all’inquadratura dall’alto che ritrae la protagonista dentro la vasca da bagno (vedi foto sopra):

La schiuma ricorda la neve (il paesaggio nevoso in cui è avvenuto il fatto), la stessa schiuma che l’avvolge, come a sopprimerla, esprime il suo stato d’animo colpevole, il rubinetto aperto simboleggia la cascata in cui è caduta l’amica.

Peccato che il film non sia tutto così. Prevale un impianto narrativo da produzione televisiva, storicamente didascalico e sempliciotto rispetto a quello cinematografico.

Il colpo di scena finale fa quello che deve… Colpisce, appunto. Obbliga lo spettatore a ripensare a tutto quello che ha visto fino a quel momento.

E se da una parte il finale di The Lie può percepirsi come molto forte e destabilizzante, dall’altra sovviene il rammarico per la mancanza di profondità nel resto della storia.

Quindi la poca lucidità avuta nell’affrontare alcuni momenti cardine della vicenda rende il film, ahimè, non molto credibile.