Il tiktoker già punzecchiato da Attanà sarebbe fan dello shopping “tarocco” e discutibile modello etico

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Aurora Ramazzotti su FB
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Aurora Ramazzotti contro Leonardo Maini Barbieri: “Continua pure a mentire”, e nel video pubblicato dalla figlia di Michelle Hunziker rispunta la tesi che Maini Barbieri sia un “falso elegantone” con attitudini molto più pop di quanto lui stesso non vorrebbe far intendere. Piccolo meme: Leonardo Maini Barbieri è tizio che in poco tempo ha raggiunto mezzo milione di follower con un “way of life” tutto incentrato sulle icone di stile: profumeria di fiducia, tè rarissimi, gioielli personalizzati, borse da 70mila euro e outfit di pregio. Tutta roba che nelle intenzioni di chi ne posta le grazie dovrebbe far passare un messaggio: che cioè quella roba costa, costa tanto e sottintende possibilità economiche che in altri campi stanno in zona attico. E assieme ad esse pare autorizzi comportamenti, di certo esacerbati ad uso dei media, a metà fra snobismo e mistica del “gagà”. Tutte cose che succedono insomma quando confondi lo stile con la ricchezza.

Ramazzotti contro Maini Barbieri dopo Attanà

A quel punto era intervenuto a gamba tesa Giacomo Attanà e lo aveva fatto proprio sulle piattaforma di elezione di Maini Barbieri. L’altro influencer e star di TT aveva lanciato una stilettata contro il collega di origini capresi promettendogli alcuni consigli “per simulare meglio la tua ricchezza inesistente”. E a spalleggiare Attanà nelle crociata social contro l’ostentazione pacchiana di ricchezza è tornata Aurora Ramazzotti. La figlia di Michelle Hunziker (amica di Giacomo Attanà) ha pubblicato un video dedicato al presunto nobile in cui ha scritto “Continua pure a mentire”.

Falsa ricchezza e vanti discutibili

Ma il meglio la Ramazzotti lo ha dato nei commenti a seguire. Proprio sotto uno di essi, che replicava come il nobile caprese non stesse facendo nulla di male Aurora ha replicato: “Non sta facendo nulla di male? Perché secondo te è sano ostentare una ricchezza falsa e raccontare di aver fatto licenziare delle commesse per divertimento come se fosse un vanto?”.