Il titolare regionale della Salute sprona il governo a prendere la decisione contro la Omicron

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L'assessore alla Salute del Lazio Alessio D'Amato
L'assessore alla Salute del Lazio Alessio D'Amato

L’assessore alla Salute del Lazio Alessio D’Amato torna a fare sentire la sua voce fuori da ogni schema “politico” e chiede il vaccino obbligatorio contro il Covid: in una intervista al Messaggero il titolare regionale della Salute sprona il Governo guidato da Mario Draghi a prendere la decisione contro la variante Omicron proprio nei giorni in cui l’esecutivo sembra orientato verso nuove misure che però non includono la sterzata legislativa che molti attendono da tempo.

Dopo le cure a pagamento per i No Vax ora D’Amato chiede il vaccino obbligatorio

D’Amato non è nuovo a prese di posizione anche dure contro i no vax e soprattutto contro il dilagare del coronavirus, è nella sua mission istituzionale e nelle sue skill di tecnico “puro”, che non ha il gravame di endosement partitici. A fine agosto affermò che i non vax ricoverati che avevano rifiutato il vaccino a suo parere si sarebbero dovuti pagare le cure da soli, prospettiva molto poco costituzionale ma che diede la cifra su di che pasta fosse fatto D’Amato.

Quelle 400mila mine vaganti per il Lazio: ecco perché D’Amato chiede il vaccino obbligatorio

Oggi il loop è diverso perché enuncia una possibilità legiferativa meno fantasy: “Il governo deve introdurre l’obbligo vaccinale”. Ha spiegato D’Amato: “Faccio l’esempio del Lazio: ci sono ancora 400mila persone non vaccinate. Potranno sembrare poche rispetto a una popolazione di quasi 6 milioni. Ma in termini assoluti è un numero altissimo, che mette a rischio gli altri abitanti”. E ancora: “Certo, stiamo iniettando ogni giorno 2mila prime dosi e non è poco. Ma abbiamo fatto di tutto per convincerli e ormai l’unico modo per sradicare questo zoccolo duro è l’obbligo vaccinale”.

Il governo verso la Cabina di regia ma D’Amato va oltre e chiede il vaccino obbligatorio

La chiosa è secca: “Per questo chiedo all’esecutivo di introdurlo su tutto il territorio nazionale”. Nei prossimi giorni, con la Cabina di regia del 23 dicembre, il governo prenderà altre misure: estendere il Super Green Pass ad altre categorie di lavoratori, imporne l’uso sui mezzi pubblici, accorciare la durata della certificazione verde e, pare, anche costringere chi va in altri luoghi dove ci sono manifestazioni pubbliche a entrare solo con il tampone. Di obbligo vaccinale, che a Mario Draghi era “piaciuto” solo in alcune remote asseverazioni di fine estate, nemmeno l’ombra.

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