Il traduttore afgano in Francia che aiuta i connazionali in fuga

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Milano, 25 ago. (askanews) – Dai corridoi di un piccolo market che vende specialità dell’Afghanistan a Parigi, un ragazzo di 32 anni ogni giorno aiuta centinaia di suoi connazionali in fuga.

Si chiama Nassrullah Youssufi, è afgano, vive in Francia e fa il traduttore al Tribunale nazionale per i diritti d’asilo. Seduto fra le casse d’acqua dove svolge la sua opera di volontariato, mostra il suo telefono con centinaia di foto di passaporti, documenti di ogni genere, richieste di aiuto, stati di famiglia. Sono gli appelli di cittadini afgani che chiedono aiuto sui social per lasciare il Paese e che lui intercetta cercando di fare quel che può.

“Da 4 o 5 giorni ricevo anche 500 chiamate al giorno. Mi mandano i loro documenti, li scarico sul cellulare e ogni tanto li guardo: ci sono professori d’università, altri che hanno lavorato per organizzazioni umanitarie internazionali.”

Sono persone senza speranza di lasciare il Paese a breve, che non hanno contatti all’estero, senza posizioni di prestigio. Youssufi dà consigli, indirizza, consola. “Tutto questo mi colpisce molto, la loro vita è cambiata in 24 ore”, spiega.

È diventato un riferimento anche per i rifugiati in Francia, come M. che entra in negozio in cerca di aiuto. Ha tutta la famiglia in Afghanistan, compreso un fratello poliziotto.

“Dicono che la popolazione civile non è in pericolo, ma per i militari, la polizia e i semplici funzionari di Stato ho paura, per questo sono nel panico totale, non so che fare per portare qui la mia famiglia”.

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