Il Trattato del Quirinale tra Italia e Francia

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Draghi-Macron
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Nella giornata di giovedì Mario Draghi e Emmanuel Macron firmeranno il Trattato del Quirinale, un accordo che promuove il coordinamento tra i due Paesi.

Trattato del Quirinale, l’accordo tra Italia e Francia che firmeranno Draghi e Macron

Dopo vari rinvii, Italia e Francia firmeranno il Trattato del Quirinale, anche se le Camere non ne sanno nulla e l’opposizione promette battaglia in Parlamento. Nella giornata di giovedì, Emmanuel Macron, presidente della Repubblica francese, sarà a Roma per firmare l’intesa con Mario Draghi. Il documento è formato da undici capitoli dedicati a diversi temi, su cui i due paesi stringeranno un accordo. Il Trattato “favorirà la convergenza delle posizioni francesi e italiane, così come il coordinamento fra i due Paesi per la politica europea ed estera, per la sicurezza e la difesa, per la politica migratoria e per quella economica, ma anche per i settori dell’istruzione, della ricerca, della cultura e per la cooperazione transfrontaliera“, come hanno spiegato dall’Eliseo.

Trattato del Quirinale: cosa prevede

Il documento era già stato annunciato nel 2017, quando Paolo Gentiloni era alla presidenza del Consiglio. Ci sono voluti degli anni per arrivare alla firma, ma il momento è arrivato. Il Trattato del Quirinale riguarda diversi temi, come esteri, difesa, migrazioni, sviluppo economico, sostenibilità, istruzione, giustizia, gioventù e altri. “Tra pochi giorni sarà firmato un accordo importante, peccato che nessuno abbia ufficialmente visto il testo che impegna l’Italia non certo il Parlamento che non ne sa nulla. E no, non siamo tranquilli, visto che questo trattato è nato nel 2017 sotto il governo Pd, lo stesso del trattato di Caen con il quale l’Italia avrebbe ceduto, se Fratelli d’Italia non avesse sollevato lo scandalo, pregiate parti delle sue acque nazionali alla Francia” ha dichiarato Giorgia Meloni.

Trattato del Quirinale: “Un salto di qualità”

Fratelli d’Italia parla di scandalo per un Trattato che consegnerebbe l’Italia nelle mani dell’influenza francese. Piero Fassino, presidente della Commissione Esteri della Camera, è di un altro parere. “Dal punto di vista formale e costituzionale qualsiasi Trattato viene sottoposto alla ratifica del Parlamento dopo la firma dell’accordo. Dal punto di vista dei contenuti, io stesso come presidente dell’Interparlamentare Italia-Francia ne ho seguito la stesura insieme alla Farnesina” ha dichiarato. Il Trattato del Quirinale è “di particolare importanza con un impianto che segna un salto di qualità“. Il prossimo lunedì ci sarà il primo passo della collaborazione. Roberto Fico, presidente della Camera, e Richard Ferrand, suo pari grado francese, firmeranno un accordo di cooperazione tra i due Parlamenti.

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