Il Tribunale de l'Aja conferma l'ergastolo a Ratko Mladic per genocidio e crimini contro l'umanità

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ratko mladic
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Nella giornata dell’8 giugno il Tribunale internazionale dell’Aja ha confermato l’ergastolo in appello per l’ex generale serbo Ratko Mladic, accusato di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante la guerra nell’ex Jugoslavia. I giudici hanno così respinto il ricorso presentato da Mladic, rendendo a questo punto la sentenza definitiva e senza la possibilità di essere soggetta a ulteriori ricorsi.

Confermato l’ergastolo all’ex generale serbo Ratko Mladic

Mladic era stato già condannato in primo grado nel 2017, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità con particolare riferimento al tristemente noto genocidio di Srebrenica e all’assedio di Sarajevo avvenuti durante il conflitto in Bosnia del 1992-95. Nel corso dell’udienza tenutasi lo scorso agosto i pubblici ministeri avevano sollecitato la sua condanna per un’ulteriore accusa di genocidio riguardante questa volta i massacri avvenuti in sei comuni della Bosnia-Erzegovina nel 1992: Foca, Vlasenica, Kljuc, Sanski Most, Kotor-Varos e Prijedor.

Tra i capi d’accusa a carico di Mladic vi è anche la responsabilità del massacro di Srebrenica del 1995, (durante il quale furono uccisi 8 mila ragazzi e uomini musulmani) considerato come il peggiore in Europa dall’epoca della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia gli avvocati difensori dell’ex generale hanno continuato a ribadite che Mladic non è stato in alcun modo responsabile dei morti di Srebrenica, sostenendo come questi ultimi siano in realtà rimasti uccisi in scontri e non in un massacro premeditato: “Se i giudici si basano sui fatti, abbiamo vinto, se si baseranno su propaganda e luoghi comuni, non avremo possibilità”.

Secondo quanto affermato dalla cofondatrice dell’associazione Women in Black Stasa Zajovic, il verdetto di quest’oggi è “il minimo di giustizia che ci si può attendere per le vittime”. Zajovic ha inoltre invitato il governo serbo a “smettere di negare, falsificare, minimizzare e relativizzare i pronunciamenti delle corti internazionali”.

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