Il tributo del calcio inglese a Elisabetta II tra inni, colombe e polemiche

Lindsey Parnaby / AFP

AGI - Antonio Conte ha indossato la fascia nera al braccio come i suoi giocatori nella traferta a Lisbona di Champions League, il Liverpool ha eliminato l'inno della Champions dopo il divieto di far risuonare "God Save the King", il Mansfield Town ha liberato prima della partita 96 colombe, tante quante gli anni vissuti dalla regina: il calcio inglese ha reso omaggio a Elisabetta II alla ripresa dopo lo stop per lutto dello scorso weekend.

Su tutti i campi delle 30 gare delle serie minori le squadre avevano il lutto al braccio ed è stato osservato un minuto di silenzio mentre venivano esposto immagini della defunta sovrana. Quasi ovunque è stato eseguito l'inno nazionale, a eccezione del Galles con lo Swansea City che vi ha rinunciato prima della partita contro lo Sheffield United per il timore di fischi da parte di nazionalisti gallesi. Qualche fischio è stato udito prima di un'altra partita in Galles, quella del Wrexham, subito tacitato dal resto del pubblico.

Sul campo del Wimbledon, prima della partita di League Two contro il Northampton, una cinquantina di persone ha deposto un omaggio floreale sul cerchio di centrocampo mentre dagli altoparlanti venivano trasmessi i messaggi registrati dai membri del Parlamento di quell'area di Londra. Non è mancata qualche nota polemica: le squadre britanniche (Liverpool, Chelsea e Rangers) hanno deciso di non far risuonare l'inno della Champions nelle loro partite interne per protesta contro l'Uefa che non ha autorizzato l'esecuzione del "God Save the King".

Ad Anfield, peraltro, non ci sono stati i temuti fischi al minuto di silenzio prima della sfida con l'Ajax dopo che in passato alcuni fan dei Reds avevano contestato il principe William e la monarchia in una partita a Wembley. A Monaco di Baviera, i supporter del Bayern hanno esposto uno striscione per chiedere "rispetto per i tifosi" contestando il rinvio delle partite di Premier League deciso all'ultimo momento per rispetto verso Elisabetta II.