Il trionfo del romanticismo a Salisburgo con Benjamin Bernheim

·2 minuto per la lettura

Sul palco interpreta spesso il ruolo dell'amante. Il tenore Benjamin Bernheim rimane fedele alla sua reputazione al recital del Festival di Salisburgo: da Brahms a Britten, celebra l'amore senza limiti.

Perle romantiche

Ernest Chausson, Clara Schumann, Johannes Brahms, Benjamin Britten, Frank Bridge: perle di epoca romantica tedesche, inglesi e francesi con le quali Benjamin Bernheim ha incantato il pubblico nel suo recital al Festival di Salisburgo il 15 agosto.

Il brano preferito del tenore francese è il Poème de l'amour e de la mer del suo connazionale Ernest Chausson, una canzone d'amore ricca di magia simbolica. Per Bernheim questo brano "È un viaggio che ci regala Chausson attraverso la storia della vita, le storie d'amore... Gli inizi, la creazione, la scoperta, fino a 'Il tempo dei lillà non tornerà più, il nostro amore è morto per sempre', è qualcosa di molto forte..."

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Il cuore del romanticismo

Ad accompagnarlo al piano doveva esserci la canadese Carrie-Ann Matheson, che però è stata costretta ad annullare il viaggio in Austria. Ha preso il suo posto un altro francese, Mathieu Pordoy, perfettamente in sintonia con Bernheim: "Può sembrare molto antiquato nella nostra epoca moderna, contemporanea, prendere il tempo di pensare a sé, ai propri sentimenti, che è un po' il cuore del romanticismo - commenta. - Io penso che parli ancora alla gente".

Il tenore va più lontano: "Si può vedere il romanticismo come qualcosa di sdolcinato... Ma parliamo anche di cose che fanno male - precisa -, non solo di cose presentate bene, con magnifici mazzi di fiori. Non è di questo che parliamo, parliamo anche del dolore del romanticismo".

Un magico legame

L'atmosfera intima di un recital è una grande sfida per gli artisti. È un magico legame che si intreccia fra il cantante, il pianista e il pubblico. Ma non è semplice, confessa Pordoy: "È la cosa più difficile stare in piedi così, davanti a un pubblico, e raccontare delle storie senza la protezione dell'orchestra, dello scenario, degli accessori". E Bernheim rilancia: "È enorme anche quello che deve fare il pianista, l'accompagnatore. Si è entrambi messi a nudo, in una maniera che penso possa anche far paura..."

Ma trovarsi nel posto giusto può aiutare. E poche città sono il posto giusto quanto Salisburgo. Come dice Bernheim, "Salisburgo è un luogo che respira musica tutto l'anno, ed è un luogo dove davvero, ovunque si vada, anche nelle vie più piccole, si sente la musica vibrare. C'è qualcosa a Salisburgo che dà a noi cantanti, a noi artisti, una sorta di legittimità".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli