Il triste retroscena dietro alla morte dello spericolato arrampicatore di grattacieli

Lo scorso novembre Wu Yongning è morto mentre filmava una delle sue spericolate avventure.

Lo scorso novembre Wu Yongning è morto mentre filmava una delle sue spericolate avventure. Della sua morte avevamo già parlato mostrandovi la gallery dei suoi incredibili e pericolosissimi selfie, ma ora in Cina si è aperto il dibattito sui chi siano i colpevoli per la morte di Wu.

Il ragazzo, 26 anni, infatti sarebbe stato pagato da uno sponsor per arrampicarsi sull’Huayuan International Centre nella città di Changsha. Da lì, dall’altezza di 62 metri, il ragazzo ha perso l’appiglio ed è caduto. Il contratto – che sarebbe stato onorato alla fine della folle performance – era stato firmato da Wu per un motivo molto serio. Sua madre, infatti, è malata e con i soldi guadagnati (circa 13mila euro) avrebbe potuto pagare le spese mediche e mettere via anche un po’ di soldi per il suo matrimonio.

“Queste società pagano soldi ai videomaker. Se firmi un contratto con loro, loro ti pagano il viaggio e l’alloggio e tutto quel che serve per muoverti da una città all’altra a fare follie. E, ovviamente, allo stato attuale non sono responsabili penalmente né civilmente per i possibili incidenti” accusa un’altra “rooftopper” cinese, Claire. Insomma, a spingere i ragazzi a selfie sempre più estremi sono le aziende che li sponsorizzano, ma che non corrono alcun rischio in caso di incidente o morte.

Un altro scalatore di tetti, amico di Wu, punta il dito però anche contro lo sfortunato ragazzo. “E’ andato un po’ oltre il limite, cercando sempre cose che erano oltre le sue capacità. L’ho anche salvato una volta… e abbiamo smesso di giocare assieme” ha raccontato sui social cinesi Charlie_7U, che ha postato anche una sua foto insieme al 26enne.

Infine, però, c’è chi incolpa i social network e le regole, assenti, riguardo ai live streaming. “Non avesse avuto la possibilità di pubblicare i filmati live sui social Wu non sarebbe stato su quel tetto. E molti social non eliminano i video più cruenti, pericolosi od osceni perché questi vengono visti e loro ci guadagnano. Vanno fermati” si è letto in un editoriale sul China Daily. Dibattiti e polemiche che, però, arrivano tardi.

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità