Il tumore causato dal fumo? No, la maggior parte è dovuta al caso. Lo dice la scienza

Duccio Fumero
“Anche andando a vivere su un pianeta con l’aria pulita, senza raggi del sole e mangiando solo cose sanissime, queste mutazioni ci farebbero ammalare lo stesso” (Credits – Getty Images)

Le cattive abitudini fanno male alla salute? Certo, ma non vanno demonizzate, come invece i salutisti fanno da anni. A dirlo è la scienza, o meglio, una ricerca italoamericana che conferma ciò che molti ricercatori già dicono da anni. Soprattutto quando si parla di tumore.

Se fumo, raggi UV e altri ‘vizi’ provocano il tumore, perché tante persone si ammalano anche se conducono una vita sana? La risposta a questa domanda la danno Bert Vogelstein e Cristian Tomasetti, rispettivamente genetista e biostatistico della Johns Hopkins University di Baltimora. Ed è semplice quanto sconvolgente: nella maggioranza dei casi il tumore è causato dalla sfortuna.

Partiamo dallo spiegare cosa è un tumore e come arriva. Una cellula ‘normale’ diventa tumorale quando nel suo Dna si accumulano almeno due-tre mutazioni che la trasformano. Mutazioni che, appunto, vengono associate a un cattivo stile di vita, ma che sulla rivista Science Vogelstein e Tomasetti dichiarano che per ben due terzi dipendono da errori casuali, che le cellule normalmente fanno quando si dividono e replicano la loro doppia elica.

“E che avverrebbero comunque, qualunque cosa facciamo. Anche andando a vivere su un pianeta con l’aria pulita, senza raggi del sole e mangiando solo cose sanissime, queste mutazioni ci farebbero ammalare lo stesso” spiegano i due ricercatori. Che non assolvono il fumo, ma gli danno un peso ben diverso rispetto a quello che viene dato oggi.

“Il paradigma tradizionale è che il cancro ha cause ereditarie, ambientali e legate agli stili di vita. Noi all’inizio volevamo quantificare il peso di ciascuna di queste cause. Per farlo avevamo bisogno di eliminare il cosiddetto rumore di fondo: i fattori legati al caso. Ma andando avanti con le nostre statistiche ci siamo accorti che il caso non era affatto un rumore di fondo. Anzi, giocava un ruolo principe nel causare le mutazioni del Dna che a loro volta causano il cancro” spiega Tomasetti.

Insomma, la ricerca di Tomasetti e Vogelstein conferma la stima elaborata negli anni da Cancer Research Uk, secondo cui il 58% dei casi di cancro non è legato a stili di vita scorretti. Il che non significa che fumare faccia bene, anzi, ma il fumo – come gli altri stili di vita – è solo una delle variabili e, probabilmente, non quella principale, anzi. Mettendo, infatti, insieme tutti i tipi di tumore, secondo Tomasetti e Vogelstein si arriva al dato complessivo del 66% delle mutazioni dovute al caso, mentre il 5% è legato a fattori ereditari e il restante 29% è imputabile a stili di vita scorretti.

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