Il turismo motoristico pronto a ripartire dopo la pandemia

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Maranello (Modena), 20 mag. (askanews) – Dialogare, cucire, condividere, fare squadra. Nel momento in cui una sorta di ‘safety car’ sta per uscire di scena dopo la fase difficile della pandemia e l’industria turistica sta per ripartire, le Città dei Motori invitano le istituzioni, gli enti e le più importanti associazioni a collaborare per sviluppare un’azione congiunta con l’obiettivo di dar vita a un nuovo turismo di motivazione. E’ il presidente di Città dei Motori, Luigi Zironi, a spiegare le ragioni della ‘Carta del turismo motoristico’ sviluppata in collaborazione con l’Anci che è stata presentata ufficialmente nel corso della Conferenza nazionale a Maranello.

“Questo evento nasce per mettere in collegamento stabile e creare un tavolo di coordinamento tra le diverse realtà pubbliche e private che a livello nazionale, regionale e locale si occupano di turismo motoristico. L’idea è che il tema motori possa essere un collante importante e un movente turistico, tra gli altri, che caratterizzano il nostro paese”, ha spiegato.

L’associazione che è presieduta dal Comune di Maranello e coinvolge già 31 città, in questi mesi ha studiato uno strumento concreto che potesse tradurre la passione attorno ad auto, moto e al motorismo italiano in una reale opportunità per creare valore per i territori. Attorno a questa idea si è detto disponibile a collaborare chi per professione attrae appassionati e sportivi, come il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, la Piaggio che quest’anno celebra l’anniversario dei 75 anni dalla fondazione, ma anche l’Automotoclub storico italiano, il Club Borghi più belli d’Italia e l’Automobil Club.

Coinvolgendo le singole realtà che sul territorio si occupano di turismo o di motori, si è cercato di creare strategie di lavoro nazionale, regionale e locale. Questo anche grazie alla collaborazione con le associazioni di categoria, tra tutte Confindustria Alberghi, Federalberghi, Federturismo e la Federazione motociclistica italiana.

La location più naturale per lanciare la Carta del turismo motoristico non poteva che essere Maranello, là dove il rombo del Cavallino rampante fa battere il cuore di milioni di appassionati di tutto il mondo.

Il direttore dei Musei Ferrari, Michele Pignatti Morano.

“Abbiamo due musei, uno a Modena e uno a Maranello, e vogliamo portare la nostra esperienza, il know how e il nostro marchio. Perché siamo parte di questa città e ci sentiamo parte di questo territorio”.

“Ogni anno, prima della pandemia, facevamo 600 mila visitatori, numeri che speriamo presto di recuperare e di poter anche aumentare”.

Determinante la testimonianza di ‘icone’ del Made in Italy, che attraggono turisti da tutto il mondo, come lo chef pluristellato Massimo Bottura che ha riaperto le porte dello storico ristorante Cavallino di Maranello. Un brand, quello della “Motor Valley” ideato dalla Regione Emilia-Romagna, che è “disponibile” a lavorare insieme a Città dei Motori per promuovere la Carta del turismo motoristico. Come ha confermato il presidente, Stefano Bonaccini.

“Noi abbiamo il brand Motor Valley, il prodotto turistico dell’Emilia-Romagna che vendiamo in tutto il mondo. Siamo pronti a collaborare, mi pare che la proposta per l’Italia sia molto interessante”. Del resto “il Made in Italy mediamente richiama il tema della meccanica, dei motori e della meccatronica. Certamente l’Emilia-Romagna da questo punto di vista fa la parte del leone perché noi siamo la vera Motor Valley mondiale, quindi sì tutta la disponibilità a lavorare insieme”.