Il valore sociale delle cantine cooperative. L’esempio di Santa Maria la Palma

(Adnkronos) - La passione per la terra, l’amore per le proprie tradizioni, il desiderio di contribuire alla crescita del proprio territorio. La cooperazione vitivinicola italiana negli ultimi anni è cresciuta sempre di più, consolidandosi in una filiera avanzata e un comparto solido, rappresentando una grossa fetta del tessuto vitivinicolo italiano con circa il 60% della produzione nazionale, 5 miliardi di fatturato e più di 9 mila posti di occupazione.

Storie di persone e di lavoro, di responsabilità e legame con il territorio, una relazione sempre di più legata a concetti di sostenibilità, non solo ambientale ma soprattutto sociale, etica, economica. Il mutualismo cooperativo vitivinicolo favorisce il sostegno delle aree depresse, creando uno sviluppo omogeneo e stabile del territorio. Il vino cooperativo è crescita solidale, è valore economico, è occupazione, è, soprattutto e sempre di più, qualità. È sapersi fidare gli uni degli altri costruendo qualcosa che sia oltre la propria sfera di imprenditorialità, che si avvantaggi delle competenze messe a disposizione, prima di tutto agronomiche ed enologiche, poi anche tecnologiche. Cantine che diventano aziende, aziende che divengono brand senza rinunciare ai valori della cooperazione raccontati attraverso etichette e calici di vino.

Una delle molte cooperative italiane che negli ultimi anni ha costruito qualcosa di grande, senza mai dimenticare il valore e la bellezza del proprio territorio, è Santa Maria La Palma, Società Cooperativa Agricola situata nel Comune di Alghero – Sardegna - frazione di Santa Maria La Palma, all’interno dell’area denominata Nurra di Alghero. La loro è una storia che parte da molto lontano, quando il tempo era scandito dal susseguirsi delle stagioni e i contadini dell’agro algherese non avevano altro che la terra e il loro ingegno. Oltre 700 ettari per quasi 300 soci e 5000 milioni di bottiglie commercializzate nel 2021.

Un impegno caratterizzato dalla continua ricerca della qualità, l’attenzione al contesto, allo sviluppo sostenibile e alla crescita sinergica del territorio. Una storia che non dimentica mai la bellezza e il valore di pianure affacciate a ridosso dell’insenatura di mare tra il Golfo di Alghero e la Baia di Porto Conte. Terre fortunate, accarezzate dal vento e scaldate dal sole. La ricaduta sul territorio di una cantina cooperativa come Santa Maria La Palma è fondamentale per i soci conferitori e le loro famiglie, accompagnati in un percorso di crescita professionale, dove idee e competenze viaggiano di pari passo.

I proventi della cantina vengono rivestiti nel territorio stesso, generando reddito per i soci, sostenendo le loro famiglie. Le terre consegnate ai contadi in seguito alla riforma agraria nel 1946, oggi sono state recuperate da mani di giovani coraggiosi e volenterosi nel volere recuperare il patrimonio agricolo dei nonni e dei padri, espresso in grandi vini. Dal 1959, anno della nascita della cantina, passato e futuro si incontrano in ogni nuova tecnologia e in ogni progetto portato avanti dalla cantina, figli di una tradizione che da sempre unisce l’innovazione, le migliori soluzioni tecnologiche, la dedizione per la propria terra. La qualità è il valore aggiunto di vini rappresentativi delle colture autoctone ma soprattutto di uve i cui grappoli migliori saranno valorizzati al meglio.

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