Il Vaticano contro i "derivati": cannibalismo economico

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Città del Vaticano, 17 mag. (askanews) - Nel documento "Oeconomicae et pecuniariae quaestiones" pubblicato oggi la congregazione vaticana per la Dottrina della fede e il dicastero per lo Sviluppo umano integrale puntano il dito contro i "derivati" e, in particolare i "credit default swap", accusando questi strumenti finanziari di "cannibalismo economico".

"Alcuni prodotti finanziari, fra cui i cosiddetti 'derivati', sono stati creati allo scopo di garantire un'assicurazione sui rischi inerenti a determinate operazioni, spesso contenenti anche una scommessa effettuata sulla base del valore presunto attribuito a quei rischi. Alla base di tali strumenti finanziari stanno contratti in cui le parti sono ancora in grado di valutare ragionevolmente il rischio fondamentale su cui ci si vuole assicurare. Tuttavia, per alcune tipologie di derivati (in particolare le cosiddette cartolarizzazioni o securitizations) si è assistito al fatto che a partire dalle strutture originarie, e collegate ad investimenti finanziari individuabili, venivano costruite strutture sempre più complesse (cartolarizzazioni di cartolarizzazioni), in cui è assai difficile - dopo varie di queste transazioni, quasi impossibile - stabilire in modo ragionevole ed equo il loro valore fondamentale. Ciò significa che ogni passaggio, nella compravendita di questi titoli, al di là del volere delle parti, opera di fatto una distorsione del valore effettivo di quel rischio da cui invece lo strumento dovrebbe tutelare. Tutto questo ha quindi favorito il sorgere di bolle speculative, le quali sono state importanti concause della recente crisi finanziaria". Si verifica, per il Vaticano, "una carenza etica che diviene tanto più grave quanto più tali prodotti sono negoziati sui cosiddetti mercati non regolamentati (over the counter) - esposti più dei mercati regolamentati all'azzardo, quando non alla frode - e sottraggono linfa vitale ed investimenti all'economia reale. Simile valutazione etica - prosegue il documento - può essere effettuata anche nei confronti di quegli utilizzi dei credit default swap (CDS: i quali sono particolari contratti assicurativi del rischio da fallimento) che permettono di scommettere sul rischio di fallimento di una terza parte anche a chi non ha già assunto in precedenza un rischio di credito, e addirittura di reiterare tali operazioni sul medesimo evento, la qual cosa non è assolutamente consentita dai normali patti di assicurazione. Il mercato dei CDS, alla vigilia della crisi finanziaria del 2007, era così imponente da rappresentare all'incirca l'equivalente dell'intero PIL mondiale. Il diffondersi senza adeguati limiti di tale tipo di contratti, ha favorito il crescere di una finanza dell'azzardo e della scommessa sul fallimento altrui, che rappresenta - precisa il dicastero vaticano responsabile dell'ortodossia cattolica - una fattispecie inaccettabile dal punto di vista etico. Infatti l'operatività in acquisto di tali strumenti, da parte di chi non ha alcun rischio di credito già in essere, costituisce un singolare caso in cui dei soggetti iniziano a nutrire interesse per la rovina di altre entità economiche, e possono addirittura indursi ad operare in tal senso. E' evidente che tale possibilità, se da una parte configura un evento particolarmente riprovevole sotto il profilo morale, poiché chi agisce lo fa in vista di una sorta di cannibalismo economico, dall'altra finisce per minare quella necessaria fiducia di base senza cui il circuito economico finirebbe per bloccarsi. Anche in questo caso, possiamo rilevare come un evento negativo dal punto di vista etico, diviene nocivo anche per la sana funzionalità del sistema economico".

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