Il vescovo maltese Mario Grech succederà a Baldisseri al Sinodo -2-

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Città del Vaticano, 2 ott. (askanews) - "La comunione episcopale, con Pietro e sotto Pietro, si manifesta in modo peculiare nel Sinodo dei vescovi, che, istituito da Paolo VI il 15 settembre 1965, costituisce una delle più preziose eredità del Concilio Vaticano II": così, nell'incipit della Costituzione apostolica Episcopalis communio del 15 settembre 2018, Papa Francesco rilancia l'importanza dell'istituzione voluta da Montini - definita dallo stesso Bergoglio "espressione eloquente della sinodalità come 'dimensione costitutiva della Chiesa'" - ribadendone la centralità nella vita ecclesiale e nelle dinamiche di comunione e di collaborazione tra i vescovi del mondo, e tra questi ultimi e il vescovo di Roma.

In tale visione, spiega l'Osservatore Romano, si inserisce la nomina odierna del presule maltese Mario Grech a pro-segretario generale del Sinodo dei vescovi. Nominato anche amministratore apostolico della sua diocesi di Gozo sino alla provvista di un nuovo ordinario, monsignor Grech, nell'assumere l'incarico, affiancherà il cardinale segretario generale Lorenzo Baldisseri, per prendere conoscenza diretta dell'istituzione sinodale e dei suoi componenti, e acquisire consapevolezza dei processi e delle istanze di competenza. La nomina ha dunque un effettivo significato sinodale, in quanto il vescovo Grech viene chiamato a "camminare fianco a fianco" con il cardinale Baldisseri.

Mons. Grech - che espleterà l'ufficio di pro-segretario generale fino alla scadenza del mandato del porporato italiano, per assumerne l'incarico - partecipa dunque come membro all'imminente assemblea speciale per la Regione amazzonica, al via il prossimo 6 ottobre. In tal modo, egli potrà conoscere direttamente le persone coinvolte nel processo sinodale nella sua fase celebrativa, accompagnarne l'attuazione e i successivi sviluppi, in piena collaborazione con l'attuale segretario generale.

Attraverso questa modalità Papa Francesco conferma e rafforza la metodologia sinodale - anzitutto e in modo esemplare all'interno della stessa istituzione - in maniera che la Segreteria generale possa svolgere serenamente il proprio servizio nel segno della continuità e della novità, come si conviene al sano sviluppo della tradizione ecclesiale. A conferma che per il Pontefice il Sinodo dei vescovi resta "un luogo privilegiato di interpretazione e recezione del ricco magistero conciliare" ma anche uno strumento fondamentale di "ascolto del popolo di Dio" e di "impulso al magistero pontificio".