Il viaggio del Pontefice in Canada. La richiesta di perdono e lo scandalo delle scuole residenziali

La richiesta del perdono e lo scandalo delle scuole residenziali. Uno degli obiettivi della visita di Papa Francesco in Canada, dove è atterrato questa domenica, è la riconciliazione con le popolazioni indigene canadesi vittime di un processo di assimilazione forzata e discriminazioni che ha visto protagonisti anche le autorità cattoliche locali.

Dopo la visita a Edmonton ora la tappa all’ex scuola di Ersmineskin per incontrare anche gli indigeni sopravvissuti agli abusi commessi nel corso di decenni. Appena arrivato, si raccoglie in preghiera presso il cimitero dei nativi, prima di pronunciare in spagnolo il suo discorso:

Sono affranto. Chiedo perdono in particolare per il modo in cui molti membri della Chiesa e delle comunità religiose hanno collaborato, a volte anche per mezzo dell'indifferenza, a quei progetti di distruzione culturale e di assimilazione forzata promossi dai governi di allora, culminati nel sistema di scuole residenziali

Qui il capo degli indigeni Cree, Willie Littlechild, nonché ex alunno di una scuola residenziale, ha espresso la sua gratitudine al Papa per le parole di conforto: "Durante il tempo trascorso assieme è stato chiaro a tutti noi il fatto che hai ascoltato attentamente e con grande compassione le testimonianze con le quali ti abbiamo raccontato di come i nostri idiomi sono stati soppressi, la nostra cultura è stata cancellata e la nostra spiritualità denigrata".

I resti dei bambini

La comunità dei nativi della British Columbia meridionale è sotto shock. Quello che tutti sospettavano ora è diventata una tragica verità. Sono stati trovati i resti di 215 bambini di uno degli istituti del sistema delle cosiddette 'Indian residential schools', una rete di scuole fondate dal governo e amministrate dalle Chiese cattoliche. I bambini erano spesso oggetto di abusi sessuali e fisici.

La Kamloops Indian Residential School, una delle più grandi del Paese, iniziò l'attività alla fine del 19mo secolo sotto la gestione della Chiesa cattolica prima di passare sotto il controllo del governo nella seconda metà degli anni Sessanta e di chiudere i battenti nel 1978.

Il viaggio di Bergoglio

Quello di Papa Francesco è il 37/o viaggio internazionale del suo pontificato, che porta a 56 i Paesi da lui visitati. Ed è il quarto viaggio di un pontefice in Canada, dopo i tre di Wojtyla, nel 1984, nel 1987 e nel 2002.

Un "pellegrinaggio penitenziale" di "guarigione e riconciliazione". Così Papa Francesco ha spiegato la ragione del suo viaggio in Canada, dove è arrivato domenica mattina e si tratterrà fino al prossimo venerdì. Francesco è il secondo Papa a visitare il Canada, 44% della popolazione cattolica, dopo Giovanni Paolo II, che vi si recò tre volte (1984, 1987 e 2002).

Un viaggio "molto desiderato al centro del quale ci sarà l’abbraccio con le popolazioni indigene e con la Chiesa locale”, ha dichiarato a Vatican News il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin.

Lo scopo principale è di scusarsi personalmente con i diretti interessati per il ruolo della Chiesa nello scandalo che una commissione nazionale per la verità e la riconciliazione ha definito "genocidio culturale": dalla fine del 1800 agli anni '90, il governo canadese ha inviato circa 150.000 bambini indigeni in 139 scuole residenziali gestite dalla Chiesa, dove sono stati tagliati fuori dalle loro famiglie, dalla loro lingua e dalla loro cultura. E dove molti di loro hanno subito abusi fisici e sessuali da parte di presidi e insegnanti.

Si ritiene che migliaia di bambini siano morti per malattie, malnutrizione o abbandono, e dal maggio 2021, nei siti delle ex scuole sono state scoperte più di 1.300 tombe senza nome.

Il capo della comunità di 1,3 miliardi di cattolici, sulla sedia a rotelle per un problema al ginocchio, sarà accolto all'aeroporto internazionale di Edmonton dal Primo ministro canadese Justin Trudeau, dopo il volo più lungo dal 2019.

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