Il vice di Salvini diventa ambasciatore del fronte che non vuole il premier fuori da Palazzo Chigi

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Lorenzo Fontana con Matteo Salvini
Lorenzo Fontana con Matteo Salvini

Lorenzo Fontana interviene sul toto Quirinale e in una serie di dichiarazioni riportate da Oper e propone un “patto con Italia Viva e M5S per un Presidente di centrodestra”. Insomma, il vice di Salvini e numero due della Lega diventa ambasciatore di quel particolare fronte che non vuole Mario Draghi al Quirinale perché non lo vuole fuori da Palazzo Chigi per tutta una serie di ragioni politiche su cui Fontana invoca una specie di “crogiolo” di numeri. Ha spiegato perciò che “dopo trent’anni di presidenti di centrosinistra pensiamo sia venuto il momento di eleggere una personalità di centrodestra”.

Fontana sul Quirinale indica un Presidente di centrodestra: “Compatti e dialoganti”

Però c’è una condizione di partenza: “È necessario che il nostro campo sia compatto e che allacci un dialogo con le altre forze per provare a creare delle convergenze”. E chi c’è alla fine di quelle convergenze? Non un candidato senza se e senza ma, ma uno schieramento senza se e senza ma, e il distinguo è sottile, a contare che il Cav pare a corto di numeri e credito e che Cinquestelle e renziani non voteranno Berlusconi se non in risicate singolarità.

Un Presidente di centrodestra, magari anche Berlusconi: Fontana scopre le carte sul Quirinale

Berlusconi “è un candidato importante e godrà del nostro sostegno nelle prime votazioni. Partiamo da una base di 450 grandi elettori. Sono tanti, tuttavia non bastano per eleggerlo, bisogna evitare che gli accada ciò che avvenne con Prodi nel 2013”. Tradotto: noi alla quarta chiama non ci vogliamo neanche arrivare. Ma non c’è solo il Cav e Fontana, che è alter ego di Salvini, lo sa benissimo: oltre al leader di Forza Italia “ci sono nel Paese figure autorevoli, uomini e donne di centrodestra, che potrebbero trovare i consensi necessari anche delle altre forze politiche”. Pare quasi palese che la Lega voterà Cartabia, che pare mettere d’accordo tutti, tirandola ideologicamente per la giacchetta.

“Mario Draghi resti dov’è e scegliamo un Presidente di centrodestra”: la ricetta Quirinale di Fontana

Perciò “io partirei da Italia Viva e dal Movimento 5 Stelle: Iv è il gruppo che più si avvicina al centrodestra, dopo il gruppo Misto. E l’M5S perché è il gruppo di maggioranza relativa”. E Mario Draghi? “Secondo me non può essere lui l’uomo del Quirinale perché in questo momento di emergenza sanitaria serve che il governo sia operativo. Preferirei che rimanesse lì dov’è”. Che poi potrebbe succedere che con Draghi al Quirinale la Lega potrebbe, in ipotesi a dire il vero molto remota, andare all’opposizione pare fatto accessorio, fatto su cui Fontana chiosa con un sibillino “difficile dirlo” che è molto meno sibillino di quanto sembri.

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